C’è una parte di noi che non vuole essere capita.
Non per orgoglio, non per mistero, ma per conservazione.
Sa che nel momento esatto in cui diventa chiara, diventa anche disponibile, addomesticabile, commentabile.
Allora preferisce restare lì dove il linguaggio fatica, dove il significato non si nega ma si sottrae, come certe figure nei film lenti che non sai se ami o temi, ma continui a guardare perché hanno qualcosa di tuo che non ti è mai stato restituito.
Forse il punto non è capire chi siamo. Forse è smettere di tradire ciò che, in noi, non accetta di diventare semplice.

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