L’amore, forse

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Se ascolti abbastanza a lungo, anche il silenzio finisce per raccontare una storia.

Lo sguardo che cambia

Forse l’amore non entra nella nostra vita. Cambia semplicemente il modo in cui la osserviamo.

Ci sono giorni che sembrano identici.

Lo stesso cielo.

Le stesse strade.

Le stesse persone che passano accanto a noi senza sapere nulla della nostra storia.

Eppure basta un pensiero…

…perché ogni cosa assuma un significato diverso.

È una trasformazione silenziosa.

Così discreta da passare inosservata perfino a chi la sta vivendo.

Mi affascina l’idea che l’essere umano non ricordi mai davvero i giorni.

Ricorda il modo in cui li ha attraversati.

Per questo esistono mattine che continuano ad abitare la memoria senza avere una data.

E pomeriggi interi che il tempo porta via senza lasciare traccia.

Forse il cuore non conserva ciò che è accaduto. Conserva ciò che, accadendo, lo ha cambiato.

L’amore, forse, non aggiunge nulla.

Sottrae.

Sottrae la fretta.

Sottrae il bisogno di avere sempre ragione.

Sottrae quella strana abitudine di voler controllare tutto ciò che ci sfiora.

Fino a lasciarci davanti a una domanda semplice.

Chi stiamo diventando?

Non grazie a qualcuno.

Insieme a qualcuno.

Ogni tanto penso che le persone più importanti siano quelle che non cercano di cambiare il nostro cammino.

Camminano.

E basta.

È il nostro passo, lentamente, che decide di accordarsi al loro.

Senza promesse.

Senza accordi.

Come accade alle cose che trovano naturalmente il proprio ritmo.

Le armonie più profonde non nascono quando due voci si assomigliano. Nascono quando imparano ad ascoltarsi.

Forse è questo il motivo per cui alcune presenze continuano a vivere dentro di noi anche quando la vita prende direzioni diverse.

Non perché siano rimaste.

Ma perché ci hanno insegnato un modo nuovo di guardare ciò che resta.

Ed è curioso.

Cambiare lo sguardo significa cambiare il mondo.

Non il mondo degli altri.

Il nostro.

Perché la realtà non è soltanto ciò che vediamo.

È anche il modo in cui decidiamo, ogni giorno, di accoglierla.

Forse l’amore non lascia mai il mondo uguale a come lo aveva trovato. Comincia sempre da uno sguardo. E, senza fare rumore, lo accompagna verso una luce diversa.

2 risposte a “L’amore, forse”

  1. A volte basta davvero poco per accorgersi che qualcosa dentro di noi si è spostato. Questo testo lo racconta con una grazia: l’amore come un cambio di sguardo, non come un evento. Una trasformazione che non fa rumore, ma che rimane.
    È bello pensare che alcune presenze non ci cambiano la strada: ci cambiano il passo. Condivido la riflessione che alcuni incontri non restano perché durano, ma perché trasformano il modo in cui guardiamo ciò che resta.
    Ed è così che il mondo, senza accorgersene, cambia insieme a noi. Mi ha colpito l’idea che l’amore non sia un’aggiunta, ma una sottrazione: toglie il superfluo, lascia spazio a ciò che conta e per me è una visione nuova alla quale non avevo mai pensato. Grazie, leggendoti riesco sempre ad aggiungere un qualcosa in me. Buona giornata Fra.

  2. 🎀 Reale ~ In effetti, come rilevo’ anche Nietzsche (e non solo) “Non si ricordano i giorni, si ricordano gli attimi” ~ Credo che si ricordino esattamente gli attimi che aprono uno scenario impensato ~ 🎀L’attimo puo’ essere un incredibile “flash” che afferra una valutazione nuova e trasforma lo sguardo usuale in visione ~ 🎀 Ma occorre attitudine al cambiamento, occorre saper accantonare un proprio punto di vista ~ 🎀Allora la trasformazione e’ un quid pluris che arricchisce la persona e l’amore ~ Si attiva uno scambio generativo …

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