La prima luce
Lo sguardo è il filo che rende l’anima visibile.
Nessuno ricorda il proprio primo sguardo.
Eppure tutti ne siamo stati attraversati.
Prima c’era un mondo diverso.
Non conosceva colori.
Non conosceva orizzonti.
Non conosceva distanze.
Esisteva un battito.
Un’acqua silenziosa.
Una voce che arrivava come attraverso il mare.
Poi, all’improvviso…
la luce.
Così intensa da costringerci a chiudere gli occhi.
L’aria.
Così nuova da trasformarsi in un pianto.
È strano pensarci.
La nostra vita, fuori dal grembo, non comincia con una parola.
Comincia con una luce.
La scienza racconta quel momento con meravigliosa precisione.
I polmoni si espandono.
Il sangue cambia il proprio percorso.
Il corpo inizia a respirare da solo.
Ogni cosa si mette in moto.
È il primo grande adattamento della nostra esistenza.
Eppure, mentre immagino quell’istante, una domanda continua a cercarmi.
Se quello è il primo respiro del corpo…
esiste anche un primo respiro dello sguardo?
Non so quando l’anima abbia cominciato il suo viaggio.
Forse molto prima.
Forse nel mistero di quei mesi trascorsi al riparo dal mondo.
Forse in un luogo che nessuna parola riuscirà mai a raccontare.
Ma mi piace immaginare che ci sia stato un istante in cui, per la prima volta, il mondo abbia incontrato il suo sguardo.
Non il contrario.
Perché quel bambino non sa ancora distinguere un volto.
Non conosce il nome della madre.
Non conosce il significato del tempo.
Eppure la luce lo raggiunge.
Come se l’universo gli dicesse, senza usare una sola parola:
“Adesso puoi cominciare.”
Forse il primo sguardo
non serve a riconoscere il mondo.
Serve al mondo
per accorgersi
che una nuova storia
ha appena aperto gli occhi.
Da quel momento ogni cosa sarà un apprendimento.
Impareremo i colori.
Le distanze.
Le stagioni.
L’amore.
La paura.
La nostalgia.
Ma nessuna di queste cose sarà davvero la prima.
La prima sarà stata quella luce.
Perché prima ancora di capire chi fossimo…
qualcosa aveva già cominciato a guardarci.
E forse tutta la vita non è altro che il tentativo di ritrovare quella prima meraviglia.
Quella capacità assoluta di lasciarsi sorprendere.
Di guardare senza difendersi.
Di esistere senza sapere ancora chi si diventerà.
Forse il primo sguardo non è il momento in cui iniziamo a vedere il mondo.
È il momento in cui il mondo, per la prima volta, trova un posto dentro di noi.


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