Estemporaneo

·

Entro in ascensore.

Premo il piano.

Le porte stanno per chiudersi quando una mano le ferma.

«Grazie.»

Annuisco.

Siamo in due.

Poi in tre.

Poi in quattro.

Nessuno parla.

Gli occhi cercano un posto dove appoggiarsi.

Il pavimento.

I numeri che salgono.

La porta.

Ovunque.

Tranne che sulle persone.

È sempre così.

Già.

Condividiamo quaranta secondi della nostra giornata.

E facciamo di tutto per fingere che non esistano.

Il primo scende.

«Buona giornata.»

La porta si richiude.

Il silenzio torna immediatamente al suo posto.

Come se quelle due parole fossero uscite dall’ascensore insieme a lui.

Diglielo.

A chi?

Alla signora.

Ha due buste pesanti.

Tiene le dita strette attorno ai manici.

Le nocche sono bianche.

Sembra stanca.

Molto.

Diglielo.

«Le do una mano?»

Mi guarda.

Sorride.

«Grazie… ma manca solo un piano.»

Solo un piano.

Eppure quel sorriso…

ha cambiato tutti gli altri.

L’uomo accanto a me si sposta.

Le lascia più spazio.

Qualcuno tiene aperta la porta.

Lei esce.

«Buona giornata.»

Questa volta rispondiamo tutti.

Tutti.

Le porte si richiudono.

Resto solo.

L’ascensore continua a salire.

Mi accorgo che il viaggio è identico.

Gli stessi metri.

Lo stesso motore.

Lo stesso tempo.

È cambiato soltanto il modo in cui lo abbiamo attraversato.

Che cosa è successo?

Niente.

Ed è questo che mi sorprende.

Per cambiare l’aria di un luogo non serve sempre qualcosa di grande.

A volte basta una frase che rischiava di non essere detta.

Un gesto che rischiava di non essere fatto.

Un secondo in cui scegli di non restare spettatore.

L’ascensore arriva.

Le porte si aprono.

Esco.

Faccio due passi.

Poi mi fermo.

Perché penso a quante volte aspettiamo che qualcuno renda più bello il posto in cui ci troviamo…

senza accorgerci che, molto spesso, quel qualcuno è semplicemente il primo che decide di parlare.

2 risposte a “Estemporaneo”

  1. È una gran verità… A volte basta un niente per cambiare le cose

    1. Grazie di cuore Rita

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Una parte fondamentale della mia vita? Nascondermi tra le mie emozioni e ricercare dentro me le parole, ogni parola.

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