L’altra faccia della Luna

«Ogni notte la Luna vede di noi ciò che il giorno ci permette di dimenticare.»

C’è una cosa che fate molto bene.

Abituarvi.

All’inizio qualcosa vi ferisce.

Poi la incontrate ancora.

E ancora.

Finché un giorno
smettete quasi di vederla.

Succede anche con le persone.

Da quassù osservo città magnifiche.

Vetrine accese nella notte.
Ristoranti pieni.
Automobili lucide.
Palazzi con finestre enormi.

E pochi metri più in là
qualcuno dorme sopra un cartone.

Questa distanza mi confonde.

Non quella tra me e voi.

Quella tra voi e voi.

Un uomo passa davanti a un forno
mentre dentro viene buttato il pane che non è stato venduto.

Una donna conta le monete alla cassa
e dietro di lei qualcuno si infastidisce
perché sta impiegando troppo tempo.

Un bambino impara presto
che alcune cose costano troppo
e smette persino di chiederle.

Voi avete parole precise per tutto questo.

Povertà.

Disagio.

Emergenza.

Fragilità sociale.

Siete bravissimi a dare un nome alle cose.

Qualche volta penso
che serva anche a tenerle abbastanza lontane.

Perché un povero è una categoria.

Ma un uomo che ha fame
è molto più difficile da ignorare.

Eppure avete costruito un mondo straordinario.

Producete abbastanza da sprecare.

Fabbricate oggetti che attraversano oceani in poche ore.

Potete ordinare qualcosa da un altro continente
senza alzarvi dal divano.

Ma ancora non siete riusciti a percorrere
i cinque metri che separano

chi ha troppo

da chi non ha abbastanza.

Non vi sto chiedendo di salvare il mondo.

Questa è un’altra delle vostre scuse preferite:

non posso aiutare tutti.

È vero.

Ma spesso lo dite
davanti all’unica persona
che in quel momento avreste potuto aiutare.

Da quassù non vedo i vostri conti correnti.

Non conosco il prezzo delle vostre case.

Vedo soltanto una specie
che possiede molto più di quanto abbia mai posseduto

e che ancora permette a qualcuno
di addormentarsi chiedendosi
se domani mangerà.

Forse la povertà più grande
non è avere poco.

Forse comincia quando il dolore degli altri
diventa una parte così normale del paesaggio

da non costringerci più
a voltare la testa.

— La Luna

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