L’altra faccia della Luna

«Ogni notte la Luna vede di noi ciò che il giorno ci permette di dimenticare.»

Dite spesso di non avere tempo.

È una frase che sento pronunciare continuamente.

Non ho tempo.

Per telefonare.

Per andare a trovare qualcuno.

Per ascoltare una storia già sentita.

Per giocare.

Per sedersi senza fare niente.

Per chiedere come stai?
e aspettare davvero la risposta.

Poi arriva la sera.

E vi vedo.

Un dito scorre sopra uno schermo.

Una cosa.

Un’altra.

Un’altra ancora.

Persone che non conoscete.
Vite che non vi appartengono.
Discussioni che domani avrete dimenticato.
Immagini osservate per pochi secondi
e immediatamente sostituite dalle successive.

Passano dieci minuti.

Poi trenta.

Poi un’ora.

Ed è curioso.

Il tempo che non avevate
era lì.

Lo avevate sempre avuto.

Avevate soltanto deciso
di darlo a qualcos’altro.

Non fraintendetemi.

Mi piace la vostra tecnologia.

Grazie a lei potete guardarvi da due estremità del mondo.

Potete ascoltare la voce di qualcuno lontano.

Potete sapere, imparare, incontrarvi.

Avete costruito strumenti straordinari
per avvicinare le persone.

Poi avete cominciato a usarli
anche quando le persone erano già accanto a voi.

Questa parte
non l’ho capita.

Vedo tavoli con quattro esseri umani
e quattro mondi differenti nelle loro mani.

Genitori fotografare i figli
senza accorgersi di quello che stanno dicendo.

Amici interrompere una conversazione
per controllare se qualcuno, altrove,
ha cercato la loro attenzione.

E persone sole
guardare la vita degli altri
convincendosi lentamente
che tutti siano più felici di loro.

Forse avete confuso due cose.

Essere connessi
ed essere vicini.

La prima richiede un segnale.

La seconda presenza.

E la presenza è diventata costosa
perché pretende qualcosa
che non potete fare contemporaneamente ad altro:

esserci.

Soltanto esserci.

Io non possiedo un orologio.

Misuro il tempo scomparendo
e tornando.

E forse per questo conosco una cosa
che voi continuate a dimenticare:

un giorno qualcuno che amate
non vi chiederà più cinque minuti.

Non perché avrà finalmente capito
quanto siete impegnati.

Semplicemente
non potrà più farlo.

E allora troverete ore intere
per ricordare conversazioni
alle quali avevate risposto distrattamente.

Per questo, quando dite
non ho tempo,

provate almeno a essere precisi.

Dite:

«Ho scelto di usarlo altrove.»

Fa un po’ più male.

Ma da quassù
somiglia molto di più alla verità.

— La Luna

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