«Ho visto un cane.»
«Com’era?»
«Un cane.»
«Questo l’avevo capito.»
«Aveva quattro zampe.»
«Una descrizione audace.»
Il cane, sentendosi raccontato con tanta precisione, se ne va. Torna quando aggiungo: «Era piccolo, bianco e vivacissimo».
Adesso chi mi ascolta può almeno provare a riconoscerlo.
Le parole che ho aggiunto sono aggettivi qualificativi: indicano una qualità del nome a cui si riferiscono. Piccolo ci parla delle dimensioni del cane, bianco del colore, vivacissimo del suo temperamento. Quest’ultimo, a giudicare dalla velocità con cui è scappato, non sembra una calunnia.
Mettiamo ordine. L’aggettivo qualificativo concorda, di norma, con il nome nel genere e nel numero:
un cane bianco
una gatta bianca
due cani bianchi
due gatte bianche
Non tutti gli aggettivi cambiano nello stesso modo. Diciamo un cane vivace e una gatta vivace: al singolare, vivace mantiene la stessa forma con nomi maschili e femminili.
Ora un piccolo esperimento. Leggi queste frasi:
«Ho incontrato un vecchio amico.»
«Ho incontrato un amico vecchio.»
Ti fanno pensare esattamente alla stessa cosa?
Nella prima, vecchio amico suggerisce facilmente un’amicizia che dura da molto tempo. Nella seconda, amico vecchio porta più facilmente a pensare all’età della persona. La posizione dell’aggettivo può cambiare ciò che mettiamo in evidenza. L’amico, per ragioni comprensibili, preferisce sapere quale delle due frasi useremo.
La mail degli adulti
Immaginiamo di ricevere questo messaggio:
Buongiorno, le invio i documenti richiesto per completare la pratica.
Si capisce tutto. Ma documenti è maschile plurale, mentre richiesto è maschile singolare. Le due parole devono accordarsi:
Le invio i documenti richiesti per completare la pratica.
L’errore può nascere durante una modifica frettolosa. Magari all’inizio avevamo scritto «il documento richiesto» e poi abbiamo sostituito documento con documenti, dimenticando di aggiornare l’aggettivo. Succede spesso: quando cambiamo un nome, conviene controllare le parole che gli stanno intorno. Potrebbero essere rimaste alla versione precedente della frase, come ospiti che non sanno che la festa è finita.
C’è poi una scelta che riguarda chiunque scriva, anche quando la concordanza è perfetta. Confronta:
«Abbiamo avuto una riunione difficile.»
«La riunione è durata tre ore; su ogni proposta siamo ripartiti da capo.»
Difficile è corretto, ma offre una valutazione. La seconda frase fa vedere da dove nasce quella valutazione. Gli aggettivi sono utili; quando raccontiamo qualcosa, possiamo anche dare al lettore gli elementi per farsi un’idea.
Il cane, intanto, è piccolo, bianco e vivacissimo. La descrizione funziona. Per recuperarlo, però, servirà qualcosa di più efficace di un aggettivo: il suo nome.

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