Parole in Cammino

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C — Carezza, Crollo, Cicatrice

La carezza è il contrario della frenesia.
Non serve a spostare, non costruisce, non conclude:
è un gesto inutile, e proprio per questo indispensabile.
Nell’era dell’utile, la carezza è un atto di resistenza:
sfiora senza possedere, consola senza rumore,
lascia sul corpo un’eco lieve che dura più di un urlo.

Ma intorno a noi tutto sembra preferire il crollo.
Crollano argini, economie, promesse;
crollano i muri delle case abbandonate e i ponti che collegavano memorie.
È un’epoca che cade, e cade spesso all’improvviso,
con quel fragore che ti coglie nel mezzo di un caffè o di un pensiero distratto.
Eppure, nel crollo, c’è un invito:
a rivedere, a ricostruire, a smettere di credere che il solido sia eterno.
A imparare che perfino le rovine hanno una geometria di bellezza.

Ogni crollo lascia dietro di sé una cicatrice.
Non è solo segno di ferita: è mappa, calligrafia della sopravvivenza.
Le cicatrici ci ricordano ciò che il tempo ha tentato di cancellare ma non ha potuto;
sono prove incise sul corpo e sull’anima che dicono: sei passato da qui, sei ancora in piedi.
E forse non è vergogna mostrarle, ma un modo nuovo di raccontarsi.

Carezza, crollo, cicatrice: tre tempi dello stesso atto.
Prima la delicatezza, poi la caduta, infine la memoria che resta scritta.
In questa sequenza c’è la misura di ogni vita:
un gesto lieve che sfida la gravità, una perdita che scava, un segno che custodisce.

Domani la D

La tua parola con C?

11 risposte a “Parole in Cammino”

  1. Credo Creazione: quell’energia creativa che spinge al movimento; tra le poche a donare gioia e pienezza nonostante i dubbi, le paure e le cadute. Alla quale affiancherei Compimento: in quanto rappresenta la realizzazione e la risoluzione di un’anima nel cammino della vita.

    1. Creazione – ferita luminosa del nulla da cui sgorga l’inedito; atto di fede che trasforma il caos in forma, e l’uomo in testimone del divino.

      Ti ringrazio per aver colto il legame tra Creazione e Compimento: due C che non si escludono, ma si inseguono fino a toccarsi. In fondo, ogni creazione porta in sé la nostalgia di un compimento, come un seme custodisce già l’ombra del suo frutto.

      E come se si creasse un passaggio dal quadrato al cubo … è un’immagine che sento mia: il quadrato resta superficie, il cubo diventa profondità. Dentro le sue trasparenze si intravedono percorsi che non sono mai lineari, mai ovvi, e proprio per questo degni di essere esplorati.

      Sei anima“complessa” per me non è un peso ma un destino: la complessità è la trama della ricerca, il rifiuto della superficie, la volontà di vedere anche ciò che non si mostra al primo sguardo.

      Le tue C sono chiaramente lo specchio di R..intesa e profonda… grazie

      1. Complessa, o complessità mi definiscono molto bene. Grazie a te per avermi “regalato” un’altra parola.

  2. C: almeno due sostantivi sono identificabili – a mio parere – nella consonante richiamata: la Coscienza e la Conoscenza. La coscienza è necessaria per affondare la linea personale dell’indifferenza,del cinismo,dell’ingrato menefreghismo che proviene da quel non (tante volte)individuato egoismo allo specchio piuttosto che in altri,e che è artefice di incomprensioni,supponenze,prevaricazioni,padronalismo che lacera la Verità.
    La Conoscenza è il divenire del sapere,che non può concedersi arrivi per il semplice motivo del VERIFICARE la giustezza dell’affermazione di quanto si sostiene e si va a compiere.
    Buona giornata!

    1. Intervento interessante. Ci sono differenti spunti e molte verità. Coscienza chiaramente è quella che maggiormente mi affascina non solo nella descrizione ma sopratutto per una strana carestia che le generazioni negli anni hanno portato nel loro bagaglio di crescita culturale. Molto interessante la tua definizione. Grazie per questo piacevole momento di riflessione con la tua C.

  3. 🎀 Con la C due parole limitrofe: CASUALITA’-COINCIDENZA ~ Entrambe producono effetti inattesi, imprevisti, entrambe arrivano da lontano ~ Jung disserto’ sulle coincidenze e ne riconobbe l’inaccessibilita’ di origine ~ Credo che ogni evento, compresa la coincidenza, rappresenti un linguaggio occulto, difficile da “leggere”, che annuncia o sancisce la ricollocazione di fattori (elementi, forze) per il ripristino degli Equilibri ~ Credo che questi eventi, (coincidenze) rientrino, tra gli umani, nel concetto dell’immortalita’, del transitare animico, dell’esistere spirituale senza fine ~ Steiner asseriva che il mondo invisibile dello Spirito e’ costituito da sottili geometrie ~ In queste ineffabili geometrie tutto si muove continuamente, e fatalmente coincide o si divarica, come un pulsare vivo ~ Tutto viene da lontano, ci raggiunge, si sovrappone e riparte, infinitamente ~ Buonanotte!

    1. Personalmente, in qualunque contesto, mi ritrovo a eleggerne sempre una: come se volessi accordare comunque una preferenza.
      Non commento ciò che ho appena letto perché, come spesso accade, non sei “commentabile”. Perché? Perché sei completa: anticipi le domande, copri le risposte , e descrivi tutto con precisione che non ammette replica . Al lettore resta il sapore del concetto e una scia di complimenti. Questo fa chi sa scrivere: trasforma la materia prima in forma viva, e tu la lavori con maestria.

      Perciò, giunto a questo bivio, scelgo la coincidenza. Perché? Sono un romantico: credo che tutto abbia un motivo; che nulla appartenga a un progetto immobile, ma a un disegno che muta mentre scegliamo. Non credo nel destino scritto, ma nel destino scelto.

      La coincidenza è la variabile impazzita, il fotogramma che imprime la differenza e può rovesciare la logica di una decisione. È spesso quel cambio di rotta che salva, o che offre un’altra possibilità. Amo le incognite: la coincidenza mi invita a sostare, riflettere, nutrire la scelta.

      Grazie.

      1. 🎀 Dici: “un disegno che muta mentre scegliamo” e’ un concetto profondo ~ Lo scienziato Heisenberg elaboro’ su di esso il famoso Principio dell’Indeterminazione (Meccanica Quantistica: : “La realta’ atomica non e’ misurabile, poiche’ cambia gia’ mentre la guardiamo”) ~ Mi viene in mente un interessante film dei fratelli Coen, (2001), “L’uomo che non c’era”, in cui il protagonista cita proprio questa caratteristica della realta” ed il Principio del Fisico che lo ha codificato ~ Tale principio fu preso in esame da Einstein ~ Tutto e’ costantemente in cammino e a volte si generano geometrie finissime e crocevie inimmaginabili …

  4. Ecco la cosa davvero straordinaria, Paola: per rispondere alla tua risposta ho dovuto “studiare” un po’. Ed è qui che si manifesta la potenza del tuo universo letterario. Prendilo come un complimento sincero e come la prova che ciò che scrivi non si limita a emozionare, ma lascia sedimentare dentro chi legge.
    Il tuo contenuto resta, come restano i ricordi più belli, come restano le lezioni di vita, come restano quei paesaggi che non fotografi per scelta, perché vuoi custodirli nella memoria e solo così li rendi eterni.
    Ci sono in ciò che hai scritto tanti punti che meriterebbero ore di conversazione, ed è questa la bellezza del tuo commento: la sua capacità di farsi trattenere, elaborare, trasformare senza mai perdere forza proprio come il paesaggio che non vuoi fotografare.
    Sei davvero impressionante.

  5. C… come Cinzia…
    l’iniziale del mio nome… quello che hanno scelto i miei genitori il giorno in cui sono nata… è il regalo che mi hanno fatto… che mi hanno lasciato…

    C… come Cuore…
    l’organo che ci tiene in vita… non dovremmo mai smettere di ascoltare i suoi sussurri… i suoi Battiti…
    non dovremmo mai dare per scontati i suoi ragionamenti…

    C… come Colori…
    tutti quelli che vedo ogni volta che riesco ad andare a camminare in montagna… tutti quelli che riesco a scattare e intrappolare in una fotografia… ho riscoperto la varietà colorata che ogni fiore ci regala… anche quelli che appasiscono…

    ciao! 🤗🌌 buona notte Francesco…

    1. Grazie delle tue parole delicate

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Una parte fondamentale della mia vita? Nascondermi tra le mie emozioni e ricercare dentro me le parole, ogni parola.

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