Parole in Cammino

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M — Memoria, Mare, Muta

La memoria non è un deposito immobile:
vive, respira, si trasforma ogni volta che la richiamiamo.
È un tessuto che si logora e si ricuce,
un palinsesto dove il presente scrive sopra le tracce antiche.
La memoria è fragile come carta sottile,
ma senza di lei saremmo corpi vuoti, orfani di radici.
Il nostro tempo accumula archivi, foto, backup:
eppure, più salviamo, più rischiamo di dimenticare.
La vera memoria non è conservazione: è selezione,
è saper lasciare andare ciò che non nutre,
perché solo così ciò che resta diventa vivo.

Poi si apre il mare.
Immenso, instabile, impossibile da contenere.
Ogni onda porta con sé un frammento di passato,
ogni risacca restituisce qualcosa che non ci appartiene più.
Il mare è specchio e abisso, carezza e tempesta.
Lo attraversiamo come emigranti di noi stessi,
cercando rive che non conosciamo,
sapendo che ogni approdo sarà provvisorio.
Il mare è il libro liquido in cui il presente scrive con inchiostro di sale.

Infine, la muta.
Non solo silenzio, ma trasformazione.
Gli animali cambiano pelle per crescere,
gli uomini cambiano pelle per sopravvivere.
Muta è l’identità che si rinnova,
la voce che tace per lasciare spazio a un’altra,
il volto che smette di essere maschera e diventa verità.
In ogni muta c’è una perdita, ma anche una conquista:
la possibilità di nascere ancora.

Memoria, mare, muta:
tre onde dello stesso oceano.
Il ricordo che custodisce, l’infinito che chiama, la trasformazione che salva.
Forse la M ci ricorda che vivere è imparare a trattenere e a lasciare,
a navigare e a smettere di resistere,
a cambiare pelle senza smettere di riconoscersi.

Non esiste M con N ma nella sequenza si domani la N

E tu che lettera M sei ?

9 risposte a “Parole in Cammino”

  1. Mero: appare una parola semplice, quasi insignificante che spesso rimpocciolisce ciò che accompagna, invece è una parola che purifica, dà qualità e libertà alla memoria, al mare, alla muta di cui ci hai raccontato.

    1. Si potrebbe legare anche Movimento: in quanto la memoria, il mare, la muta non sono realtà stabili ma in continuo ed imprevedibile cambiamento.

      1. Si pienamente in sintonia con il Rita pensiero

  2. 🎀 Credo che il fluire sia il senso sotteso ad ogni elemento vivo ~ Memoria, che non e’ accumulo, ma selezione, Mare, che respira senza interruzioni, Muta, che produce la scansione del trattenere e del lasciare andare
    ~ Aggiungo due parole che paiono sinonimi: ma lo sono soltanto linguisticamente, non nel loro immenso significato: MAMMA, MADRE ~ La Mamma e’ il “mondo piccolo”, la figura adorata e adorabile che ci accompagna come nessun altro ~ E’ un nido, resta per sempre il nido ~ La Msdre e’ il “mondo piu’ grande”, e’ la destinataria della custodia di un’anima, della custodia del mistero all’interno del piccolo essere che e’ figlio ~ Sulle ginocchia della Mamma il bimbo scopre la prima felicita’, ma sulle ginocchia della Madre il bimbo scopre la coscienza ~ La figura materna e’ stata dissertata dalla pedagogista, eccellente e antesignana, Maria Montessori, che ha individuato anche, egregiamente, il potenziale misterioso dell’animo infantile, pissibile ricchezza per ogni contesto e per l’intera umanita’ ~ “L’amore della madre e’ principio e fine di ogni amore” (Georg Groddeck, psicoanalista tedesco ~ Con le poche (spero) eccezioni, Mamme e Madri costituiscono il Bene sulla Terra.
    Buon pomeriggio Francesco!

    1. Le tue parole scorrono come onde: hanno il respiro del mare e la delicatezza di una memoria che non trattiene, ma seleziona, lasciando vivere solo ciò che ha senso.
      Hai saputo rendere il fluire non come moto cieco, ma come principio vitale, e questo è un dono di chiarezza e di poesia insieme.

      Il tuo distinguere tra Mamma e Madre mi ha rapito. Credo che solo la tua essenza così forte poteva creare un passaggio così magico.
      Due parole che sembrano sorelle, e invece custodiscono mondi distinti: il nido e la coscienza, la felicità immediata e il mistero della custodia.
      Nella Mamma si scopre il rifugio, nella Madre la profondità di una presenza che educa al senso stesso della vita.

      La tua visione non è solo pensiero, è carezza.
      Ed è in questo che la tua scrittura diventa arte: trasformi ciò che è universale in intimità, e ciò che è intimo in bene comune.

      Ti ringrazio, con emozione sincera, per aver condiviso una riflessione che è già poesia. Onestamente … alcuni passaggi sono eterni per quanto coerenti e veri.

  3. anche io… scelgo la parola… Mamma…
    sono le e prime sillabe… la prima parola che pronunciamo… appena iniziamo a parlare…
    è anche il primo esempio di amore… umiltà… sacrificio… comprensione… e a volte… anche di abbandono… che riceviamo nella vita…

    M… come Matita…
    quello strumento che serve per scrivere e disegnare cose belle…
    sarebbe bello ritornare bambini… quando si scriveva a matita la brutta copia e poi si ricopiava in bella con la penna stilografica o le biro…

    sogni sereni Francesco… 🙃✨

    1. Mamma è la parola perfetta… quella che spesso fatico a ripetere. Da quando non sono più figlio esiste una relazione complicata tra mamma e le mia emozioni. Grazie delle tue parole

      1. io… anche se non ho più la mia mamma… mi sento ancora figlia…
        certi giorni mi manca essere chiamata… o essere in giro con lei… e sentire che dice… lei è mia figlia…
        in mia sorella piccola… in certi suoi atteggiamenti… a volte percepisco… che non si sente più Figlia… è solo la mamma di mio nipote…

      2. Questo purtroppo è un sentimento che varia da persona a persona. Il non sentirsi più figlio non è un dimenticare. Per è la certezza che manca manca qualcosa di raro un legame così naturale da farmi perdere l’equilibrio. È passato un anno e mezzo dalla sua morte ma io personalmente faccio ancora fatica a parlare di lei. Chiaramente credo che la visione più corretta sia la tua, mantenere il bello e sentire ancora il legame è la verità… tutto dipende da come vuoi sentirti

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Una parte fondamentale della mia vita? Nascondermi tra le mie emozioni e ricercare dentro me le parole, ogni parola.

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