ERMANNO — Vedi, Sofia… non occorre cercarli.
SOFIA — Come no? Io… li cerco sempre. È l’unica cosa che so fare qui.
ERMANNO — Lo so. Ma non serve. Se tu osservi… loro sono dove sono. Non si nascondono, non spariscono. E, in qualsiasi momento tu vorrai, potrai vederli.
SOFIA — Vederli… come ora? Così vicini eppure…
ERMANNO — Così vicini eppure lontani, sì. Perennemente connessi a te. Non perché li insegui, ma perché siete legati da qualcosa che non si spezza.
SOFIA — Ma io voglio toccarli… sentire il calore di Enea, la sua voce che mi chiama… il rumore delle sue mani che cercano le mie.
ERMANNO — Questo… non potrai farlo. Non qui. E non oltre la porta.
SOFIA — Allora non c’è speranza.
ERMANNO — Sofia…
(fa una pausa lunga, come per pesare ogni parola)
ERMANNO — C’è speranza, ma non è quella che immagini. Non si tratta di riprendere ciò che era, ma di vedere in un altro modo.
SOFIA — Un altro modo?
ERMANNO — L’unica cosa che cambia…
(si ferma di nuovo, la guarda intensamente)
ERMANNO — …è la consapevolezza di chi sei davvero. E la certezza che non li vedrai mai più per ciò che sei stata.
SOFIA — Mai più…
ERMANNO — Mai più come prima. Li vedrai, sì… ma non attraverso gli occhi della donna che eri. Sarà come rivedere una fotografia che conosci a memoria, ma che all’improvviso ha un colore in più, un dettaglio che non avevi mai notato. E quel dettaglio… cambia tutto.
SOFIA — E questa porta… dov’è?
ERMANNO — Ovunque. Non è un punto preciso di questo posto. È una soglia che si apre dentro di te.
SOFIA — Dentro di me…
ERMANNO — Quando arriva la certezza. Quando smetti di chiederti se stai lasciando… e cominci a chiederti cosa stai incontrando.
SOFIA — E se oltre non ci fosse nulla?
ERMANNO — Oltre c’è sempre qualcosa. Ma se non ci vai, non lo saprai mai.
SOFIA — E se non fossi pronta?
ERMANNO — Allora resterai. Qui, dove tutto è sospeso. Qui, dove ogni ricordo è a portata di sguardo, ma mai di mano.
SOFIA — È crudele.
ERMANNO — È il prezzo.
(Silenzio. Sofia resta ferma, come se volesse trattenere tutto e insieme lasciarlo andare. Ermanno la osserva, senza fretta: sa che ogni parola, ora, deve trovare il suo spazio dentro di lei.)

Rispondi