Oltre la voce XIV

·

ERMANNO — Vedi, Sofia… non occorre cercarli.

SOFIA — Come no? Io… li cerco sempre. È l’unica cosa che so fare qui.

ERMANNO — Lo so. Ma non serve. Se tu osservi… loro sono dove sono. Non si nascondono, non spariscono. E, in qualsiasi momento tu vorrai, potrai vederli.

SOFIA — Vederli… come ora? Così vicini eppure…

ERMANNO — Così vicini eppure lontani, sì. Perennemente connessi a te. Non perché li insegui, ma perché siete legati da qualcosa che non si spezza.

SOFIA — Ma io voglio toccarli… sentire il calore di Enea, la sua voce che mi chiama… il rumore delle sue mani che cercano le mie.

ERMANNO — Questo… non potrai farlo. Non qui. E non oltre la porta.

SOFIA — Allora non c’è speranza.

ERMANNO — Sofia…

(fa una pausa lunga, come per pesare ogni parola)

ERMANNO — C’è speranza, ma non è quella che immagini. Non si tratta di riprendere ciò che era, ma di vedere in un altro modo.

SOFIA — Un altro modo?

ERMANNO — L’unica cosa che cambia…

(si ferma di nuovo, la guarda intensamente)

ERMANNO — …è la consapevolezza di chi sei davvero. E la certezza che non li vedrai mai più per ciò che sei stata.

SOFIA — Mai più…

ERMANNO — Mai più come prima. Li vedrai, sì… ma non attraverso gli occhi della donna che eri. Sarà come rivedere una fotografia che conosci a memoria, ma che all’improvviso ha un colore in più, un dettaglio che non avevi mai notato. E quel dettaglio… cambia tutto.

SOFIA — E questa porta… dov’è?

ERMANNO — Ovunque. Non è un punto preciso di questo posto. È una soglia che si apre dentro di te.

SOFIA — Dentro di me…

ERMANNO — Quando arriva la certezza. Quando smetti di chiederti se stai lasciando… e cominci a chiederti cosa stai incontrando.

SOFIA — E se oltre non ci fosse nulla?

ERMANNO — Oltre c’è sempre qualcosa. Ma se non ci vai, non lo saprai mai.

SOFIA — E se non fossi pronta?

ERMANNO — Allora resterai. Qui, dove tutto è sospeso. Qui, dove ogni ricordo è a portata di sguardo, ma mai di mano.

SOFIA — È crudele.

ERMANNO — È il prezzo.

(Silenzio. Sofia resta ferma, come se volesse trattenere tutto e insieme lasciarlo andare. Ermanno la osserva, senza fretta: sa che ogni parola, ora, deve trovare il suo spazio dentro di lei.)

4 risposte a “Oltre la voce XIV”

  1. 🎀 Davvero magnifici questi dialoghi dal contenuto surreale e reale al tempo stesso ~ Quando nasciamo approdiamo in un mondo visibile, tangibile, e sensorialmente ricco di sfumature ~ Quando nasciamo il nostro sole (esistenza terrena) e’ allo Zenith, dopo il Mistero attraversato ~ Dunque ancora nessuma ombra si proietta dietro di noi ~ Poi la vita procede, il tempo procede, e l’ombra di un progressivo passato si genera alle nostre spalle, e ci segue, come ogni ombra, ma in modo inaudito ovvero oltre la fine ~ Quando, nel tempo della parabola terrena, breve o lunga, il sole (esistenza) tramonta per varie vie, il sole nato e tramontato (esistena) presenta dietro di noi l’ombra piu’ o meno lunga del trascorso ~ Il passo successivo e’ l’abbandono del corpo, che resta inerte e residuale, ma non cosi l’ombra gettata dal proprio sole (esistenza) ~ Essa ci segue fino alla Soglia e la varchera’ con noi ~ Ma l’elaborazione del passato sara’ elemento differenziale, poiche’ potremo cognitamente lasciarlo o restarne avvinti ~ Se non accadra’ il distacco cognito, esso avverra’ comunque a livello di “dimenticanza” (Lete) ~ Sulla Soglia c’e’ il Guardiano (Steiner), una entita’ che alberga in ogni essere e si presenta al momento del passaggio ~ Sulla base dell’ombra individuale, dirigera’ e traghettera’, come Caronte, l’anima verso il luogo necessario ~ Credo che, per ogni essere umano, sia cosa buona, sulla Terra, non assecondare attaccamenti con i molteplici affetti poiche’ gli attaccamenti eccessivi, a volte compulsivi, confliggono con la “liberta’ ” animica, sia quella della persona scomparsa sia quella di chi, sopravvissuto alla persona cara, dovrebbe cercare di non ostacolarne il passaggio liberatorio ~ “Andare” con fiducia, e “Lasciare andare” con amore e gratitudine.
    Buona giornata Francesco!

    1. Grazie di cuore per queste parole che, più che un commento, sono una vera estensione della puntata.
      Leggendole si avverte lo stesso respiro che anima Oltre la Voce: quel continuo oscillare tra visibile e invisibile, tra ombra e luce, tra il passo terreno e quello che conduce oltre la Soglia.

      Hai restituito con immagini straordinarie il senso del viaggio: il sole che si alza e si abbassa, l’ombra che ci accompagna e ci segue, fino al limite estremo dove il Guardiano ci attende. È un pensiero che non solo illumina, ma anche libera: “andare con fiducia, lasciare andare con amore e gratitudine” è forse il più autentico atto di coraggio e di libertà.

      La bellezza delle tue parole ci ricorda che la vita è sì transito, ma anche promessa di continuità: non esiste ombra senza luce, né passaggio senza memoria.

      Grazie per aver arricchito questo dialogo con il tuo sentire profondo.
      È un grande onore per me il tuo appoggio.

  2. Passaggi che viviamo anche nel percorso della vita terrena… Ed anche in questa vita bisogna praticare i distacchi, i non attaccamenti di cui parla Paola.

    1. Sì…
      in questa fase finale,
      dove tutto è chiaro,

      bisognava solo trovare
      la giusta andatura
      per dare logica
      all’irreale. A Paola Stella ancora devo rispondere…

Rispondi

Il mio Blog

Una parte fondamentale della mia vita? Nascondermi tra le mie emozioni e ricercare dentro me le parole, ogni parola.

Iscriviti

Scopri di più da Silenzio Letteraio - Nel Silenzio del Tempo

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere