Cronolog IO

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Appunti emotivi di un tempo che non passa, ma mi attraversa.


Il dolore non conosce tempo: scava, incide, sembra eterno.
Eppure, nell’ombra più fitta, c’è un filo di luce che non si spegne.
Chi soffre porta sulle spalle il peso del mondo, ma anche negli occhi il segreto di un cielo che resiste.

Ogni ferita è un varco, ogni lacrima un seme.
E verrà un giorno in cui ciò che oggi brucia diventerà canto,
e chi avrà conosciuto il dolore saprà riconoscere l’eternità
nascosta in un gesto semplice:
un respiro, un abbraccio, una mano che non lascia la tua.

2 risposte a “Cronolog IO”

  1. 🎀 La vita ci presenta un pacchetto ~ Dentro, molte cose ~ Tra di esse, le ferite ~ La ferita e’ davvero un “varco”, quasi un varco metafisico ~ Attraverso di essa, come da un affaccio, si scorge qualcosa che senza la ferita sarebbe difficile scorgere ~ Credo che avere fiducia nella “luce” personale sia il sollievo impagabile ~ E’ un Compito umano e spirituale accendere la propria luce ~ Essa e’ nell’Intelletto ~ Tutto cio’ che ci rende consapevoli costituisce il Sentiero verso l’Infinito e il Senso di una vita ~ E’ importante avere la Visione del Sentiero, avere la certezza del Sentiero e seguire con gratitudine la propria Luce che si leva su di esso ~ 🎀 Ghandi ha detto “So che anche il minimo sforzo non andra’ perduto” ~ 🎀 Il dolore e’ faticoso, ma, come osservi, esiste in ciascuno, (riconosciuto o non riconosciuto), un Cielo che “resiste” per sua natura immortale.
    Buonanotte Francesco!

    1. Paola, le tue parole hanno la stessa grazia di un varco che non ferisce soltanto, ma apre: aprono il cuore a un respiro più grande, aprono gli occhi ad un cielo che non si piega.

      Hai ragione: la ferita è affaccio, non abisso. E nel silenzio che lascia, nasce la possibilità di riconoscere la luce — quella piccola, personale, instancabile fiamma che ognuno custodisce.

      Il dolore ci attraversa, ma non ci consuma: ci tempra.
      E così, passo dopo passo, nonostante la fatica, impariamo che il sentiero non è mai smarrito: è scritto dentro di noi, e la gratitudine diventa bussola.

      Grazie per aver lasciato brillare la tua luce .

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