L’essenza della parola
Puntata 11 – Ungaretti l
📍 Luogo: Carso, 1917 – una trincea fangosa sotto la pioggia.
🕰️ Ospite del giorno: Giuseppe Ungaretti, poeta e soldato.
👁️ Scena: Il cielo è basso e grigio. L’odore acre della terra bagnata. Ungaretti, con il fucile a tracolla, scrive su un foglietto riparato tra le mani infangate.
Francesco: (avvicinandomi piano) Giuseppe… scrive anche qui?
Ungaretti: (senza alzare lo sguardo) Soprattutto qui. È nei posti peggiori che le parole diventano necessarie.
Francesco: Non teme che la guerra renda la poesia inutile?
Ungaretti: La guerra la rende urgente. Quando la morte ti sfiora ogni giorno, impari a dire solo l’essenziale.
Francesco: Può leggermi un verso?
Ungaretti: (lo sguardo perso verso il filo spinato)
“Si sta come
d’autunno
sugli alberi
le foglie.”
Francesco: Quattro versi… eppure dicono tutto.
Ungaretti: Non serve altro. Ogni parola deve pesare come una vita.
Francesco: È questo l’Ermetismo?
Ungaretti: Non è un nome che ho scelto io. È ridurre all’osso, togliere tutto il superfluo, lasciare solo l’anima nuda.
Francesco: E quando scrive, pensa alla guerra o a casa?
Ungaretti: A entrambe. La guerra mi ricorda la fragilità. Casa mi ricorda perché vale la pena sopravvivere.
Francesco: (il rumore lontano di un colpo di cannone fa tremare il terreno; Ungaretti si ferma, poi sorride amaramente)
Ungaretti: Francesco, ricorda: la poesia non deve consolare. Deve dire la verità.
💡 Curiosità da Ungaretti:
- Nato ad Alessandria d’Egitto, visse in Francia e combatté nella Prima Guerra Mondiale.
- La sua raccolta L’Allegria è uno dei testi simbolo dell’Ermetismo.
- Nei suoi versi brevi, ogni parola è calibrata come fosse una nota musicale.
🎯 Domanda ai lettori: Se doveste scrivere un pensiero in tre righe, cosa direste?
📌 Prossima puntata: La prossima puntata è il motivo del mio amore per la poesia Pablo Neruda – L’amore, la terra e la lotta in poesia.

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