TRA ∫ VERSI

·

L’amore e la terra”

Puntata 12 – Neruda


📍 Luogo: Isla Negra, Cile – un pomeriggio d’estate.
🕰️ Ospite del giorno: Pablo Neruda, poeta e diplomatico.
👁️ Scena: Una casa affacciata sull’oceano Pacifico. Le finestre aperte lasciano entrare il rumore delle onde. Neruda, in camicia bianca, sistema conchiglie su una mensola.


Piccola premessa necessaria al Poeta che mi ha donato il sapore dolce della poesia nell’anima.

Il motivo per cui amo la poesia porta il suo nome.
Ogni verso, ogni parola, ogni metafora è stata la culla
in cui hanno dormito e si sono destate
tutte le emozioni che conosco.

Se la poesia scorre in me come sangue antico,
se vibra come un organo vitale nascosto tra le costole,
è perché ho incontrato Lei nelle sue pagine, Pablo…
e da allora questo mare non ha più avuto rive,
questo orizzonte non ha più fine.

Francesco: (guardando fuori) Pablo… vivere qui deve essere come abitare in una poesia.

Neruda: (sorridendo) È così. Ogni giorno il mare scrive i suoi versi e io li leggo. A volte li rubo.


Francesco: Lei è il poeta dell’amore, ma anche della terra e della lotta. Come convivono queste anime?

Neruda: Come convivono la notte e il giorno. Non puoi separarli. Ho amato donne e oceani con la stessa urgenza con cui ho amato la libertà del mio popolo.


Francesco: Le va di leggermi qualcosa che parli d’amore?

Neruda: (prende un libro consunto, lo apre, e la voce si fa bassa, calda)

“Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Scrivere, per esempio: La notte è stellata,
e tremano, azzurri, gli astri, in lontananza.
Il vento della notte gira nel cielo e canta.”


Francesco: È una bellezza malinconica.

Neruda: L’amore, quando è vero, porta sempre una piccola ferita. Non la nascondo: la esalto.


Francesco: E la sua poesia civile? È diversa?

Neruda: No. È lo stesso amore, ma per la mia gente. Quando ho scritto Canto General non stavo facendo politica: stavo scrivendo una lettera alla mia terra, ai minatori, ai pescatori, ai contadini, dicendo “vi vedo”.


Francesco: Molti pensano che lei sia soprattutto un poeta romantico.

Neruda: L’amore è la radice, ma le radici crescono in una terra che soffre o fiorisce. Non posso cantare una rosa senza parlare della terra in cui è cresciuta.


Francesco: Cos’è per lei la poesia?

Neruda: È una lente per vedere il mondo meglio, ma anche un’ancora per non perdersi. È corpo e spirito insieme. È l’unica patria che non può essere invasa.


Francesco: (il rumore delle onde copre per un attimo le parole; lui si alza e mi porge una conchiglia)

Neruda: Francesco, mettila all’orecchio. Senti?

Francesco: Sento il mare…

Neruda: È la voce di tutte le poesie che non ho ancora scritto.


Francesco: E cosa direbbe a chi oggi scrive versi?

Neruda: Che non bisogna aver paura di essere semplici. Le parole sono come il pane: più sono vere, più nutrono.


Francesco: (guardiamo insieme il sole che scende sull’oceano; mi sembra che la luce, il vento e la voce di Pablo siano parte della stessa poesia e sento che la mia vita poetica, letteraria è nata leggendo lui )


💡 Curiosità da Neruda:

  • Ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura nel 1971.
  • La sua casa di Isla Negra, costruita come una nave, ospita oggi la sua tomba insieme a quella di Matilde Urrutia, la donna della sua maturità poetica.
  • Amava collezionare oggetti strani e li considerava “poesie materiali”.

🎯 Domanda ai lettori: Se poteste conservare per sempre un suono dentro un oggetto, quale suono scegliereste?

📌 Prossima puntata: Francesco incontra Allen Ginsberg – La ribellione poetica della Beat Generation.

9 risposte a “TRA ∫ VERSI”

  1. “Non posso cantare una rosa senza parlare della terra in cui è cresciuta” Una profondità che oggi manca in tutto, non solo nell’amore

    1. Come annunciato Neruda è il mio primo amore. Oltre ogni possibile desiderio.Il mio amore per Neruda nasce dalla sua capacità di dire l’indicibile con parole semplici. Nei suoi versi non c’è distanza accademica, ma carne, respiro, vita quotidiana che diventa poesia. Mi piace perché non finge: parla d’amore, di desiderio, di nostalgia e lo fa con una verità che arriva dritta al cuore.
      Leggerlo è come aprire una finestra: entra aria nuova, ma anche il profumo del tempo vissuto, la voce di chi ha amato davvero e non ha paura di dirlo. È un amore che non resta sui libri, ma ti accompagna nei giorni, nei silenzi, negli abbracci che ti restano addosso. Lui nella sua poetica riesce a cambiare ogni aspetto insegnando qualcosa che ti rapisce, ti modella, ti cambia e ti nutre.

  2. 🎀 Bel dialogo, lieve e intenso … Neruda e’ stato e resta un poeta magnifico, aveva tutte le caratteristiche di pensiero e di temperamento per esserlo ~ Un uomo fervido, sanguigno senza essere solo carne, anzi essendo compenetrato da energie nobili ~ Era sempre ed ovunque ispirato dalla vita e dall’amore per la vita ~ Trovo che in iui risultino eccellenti aspetti umani e solidali, per sua indole non per dottrine ~ Canto’ ogni sentire con il suo sangue caldo e la mente generosa ~ Amava l’amore come espressione prediletta con cui celebrare l’esistere ~ Devo aggiungere che nelle sue poesie non si reperisce, in modo incisivo, l’elemento dirimente del Continuum che collega l’uomo al Tutto, elemento riscontrabile in altri grandi poeti.

    1. Hai colto con grazia l’anima di Neruda: un uomo che sapeva trasformare il sangue e il respiro in poesia.
      È vero, il suo canto nasceva dall’amore terreno, dall’urgenza di vivere e di dire la vita, e forse proprio lì sta la sua unicità: non cercava l’eterno nei cieli, ma nel palpito quotidiano, nell’abbraccio, nella memoria, in una rosa appoggiata sul tavolo.

      Ed è forse questo il dono che lo rende ancora vicino: la sua poesia è vita che si lascia toccare.

      Neruda non parla di Continuum come altri poeti più metafisici: lui non alza lo sguardo al cielo, lo tiene sulla terra. La sua grandezza è proprio questa — rende infinito ciò che è immediato e umano.
      Per lui l’assoluto è un bacio, una pelle che trema, una mattina di pane e caffè, un fiore che nasce tra le pietre. È lì che trova l’eterno.

      1. 🎀 Sono d’accordo sulla tua sensibile valutazione ~ Neruda e’ un poeta la cui unicita’ e’ nella celebrazione calda e fervida della vita e dell’amore, in cui colloca un magnifico ed umanissimo infinito …

  3. Splendido e dolce il dialogo con il poeta che ti ha accompagnato nella poesia.
    I suoi sono versi potenti e vibranti e radicati come hai scritto tu nella sua terra.
    Complimenti Francesco

  4. meravigliosi questi suoi versi… che ho appena letto…
    “Amo l’amore che si suddivide | in baci, letto e pane. | Amore che può essere eterno | e può esser fugace. || Amore che vuol liberarsi | per tornare ad amare.”
    (da Farewell, in Crepuscolario)

    1. Personalmente ( VALE PER ME ) Neruda rappresenta il punto più elevato di ciò che rappresenta la poesia. Chiaramente è personale e ne avrei tanti altri da citare. Lui però è il “tutto” dopo di lui tutti sono altri, ma lui resta lui, intatto come dal primo giorno. E tu …tra le tante… hai citato un capolavoro

  5. Su Neruda non aggiungo altro, è già stato detto pressoché tutto negli altri commenti e soprattutto nelle tue risposte (da cui si evince quanto lo adori).

    Rispondo invece alla tua domanda sul cosa conserverei in un oggetto.
    È presto detto, la risata di mia figlia da piccolina, perché era così piena e viscerale da riempire l’universo.

    💙💋

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