Silenzio circolare

·

La confusione moderna

Sì. No. Forse.
Oggi è domani, domani era ieri.
Il tempo ha sbagliato binario, ma il treno è partito lo stesso.

Le persone si muovono, ma non vanno.
Le strade respirano, ma non portano.
Le vetrine sorridono — a chi, nessuno lo sa.

Unico, dicono.
Il locale, il drink, la foto, il filtro, il wow.
Qualcuno ride.
Forse è felice, o forse è solo connesso.

Poi — silenzio.
Un silenzio che suona come un allarme spento tardi.
E allora riparte tutto.

Lavoro, stress, corse, aggiornamenti, notifiche,
il mouse che si muove da solo come un piccolo animale domestico.
I pensieri in coda alle sei, con il badge in mano.

E poi ancora silenzio.
Circolare, instancabile, confuso.
No — non è vita.
È una simulazione che ha dimenticato il perché.

La vita, quella vera, forse è rimasta indietro,
sulla banchina del primo treno,
quella che nessuno ha preso perché pioveva.

10 risposte a “Silenzio circolare”

  1. Un ritratto spietato e poetico della nostra epoca, dove il tempo corre senza direzione e la connessione ha preso il posto della presenza. Quel treno perso sotto la pioggia… è forse la metafora più dolce e crudele insieme. Tanta verità e bellezza c’è in questi versi che parlano del disorientamento moderno.

    1. La risposta precedente era per questo….ma una vale per due…mi confondo ogni tanto…sarà l’età?

      1. Ma no dai ma che età, siamo dei ragazzotti tutti. La realtà + che scrivi tanto e quindi altrettanto posti e ci sta che nella moltitudine ti puoi anche confondere, siamo umani ci mancherebbe!

      2. Questo del ragazzotto lo farò leggere a mia moglie…che avendo 12 anni in meno…ogni tanto mi ricorda l’età…il ragazzotto mi piace tanto come argomento da trattare con chi ti ricorda sempre che stai invecchiando…grazie

  2. Figurati io che addirittura sono sempre sull’ultimo di treno …
    “Lavoro, stress, corse, aggiornamenti, notifiche,
    il mouse che si muove da solo come un piccolo animale domestico.
    I pensieri in coda alle sei, con il badge in mano”
    mi tengo questo passaggio come promemoria da leggere in loop.
    Io riesco a perdermi persino il silenzio.

    1. Quel “perdersi persino il silenzio” è una delle frasi più vere che si possano dire oggi.
      Mi piace pensare che chi ancora riesce a riconoscersi in quel passaggio — nel treno, nel badge, nel mouse che vive di vita propria — conservi comunque un frammento di lucidità preziosa.

      Il silenzio, a volte, non si trova: si smarrisce apposta, per farsi cercare da chi non si arrende al rumore.
      E se un passaggio resta, anche solo come promemoria, allora il viaggio serve ancora.

      Grazie di cuore per averlo letto così e aver dato profondità a questo concetto.

      1. GRAZIE a te per aver reso poesia anche il commento.
        Auguriamoci che il viaggio serva ancora, e sempre. Resistiamo.
        Io non posso dire di essere lucida, ma a tratti cerco di aggrapparmi …

      2. Secondo me lo sei…È quella condizione in cui vedi tutto, anche ciò che fa male, ma non ti perdi.
        Non è freddezza, è consapevolezza: lo sguardo che resta fermo mentre il mondo ruota. Leggendoti… tutto posso dire tranne che non distingui…La lucidità è vedere il disordine senza farsene travolgere. Per cui non manchi di lucidità…almeno per ciò che ho letto

      3. Io ti ringrazio davvero di cuore.
        Non so come possa risultare evidente, oppure non so come tu lo percepisca, ma ho effettivamente visto e vissuto molto di ciò che fa male, come dici.
        Ci provo, ci provo davvero a non farmi travolgere.
        Grazie, sul serio.

      4. Le parole…diciamo che leggendo si percepiscono tante cose. Nessun grazie è sempre un piacere.

Rispondi

Il mio Blog

Una parte fondamentale della mia vita? Nascondermi tra le mie emozioni e ricercare dentro me le parole, ogni parola.

Iscriviti

Scopri di più da Silenzio Letteraio - Nel Silenzio del Tempo

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere