Il significato non è una luce:
è l’ombra che rimane quando smetti di truccare le parole.
— ZENIT —
Episodio II – La Donna che attende
Non sempre chi aspetta è fermo.
A volte è il mondo a muoversi troppo in fretta,
e lei a restare fedele al ritmo giusto delle cose.
La pazienza è una forma di coraggio.
Nel tempo dell’urgenza, chi attende è un sovversivo.
C’è forza in chi non rincorre,
in chi resta, anche solo per ricordare al mondo che non tutto si ottiene spingendo.
Era un bar affollato, all’ora di punta.
Le tazze battevano sui piattini come piccoli orologi impazziti.
Lei era alla cassa, minuta, con un cappotto beige e la borsa stretta al braccio.
La cassiera le disse il conto: “Un euro e cinquanta.”
La donna aprì il portamonete con calma.
Dentro, un piccolo universo di monete sparse.
Cominciò a cercare con le dita, lentamente, come chi sfoglia ricordi.
Uno, due, tre centesimi…
Le mani tremavano appena.
La fila dietro di lei si muoveva, respirava impazienza.
Un uomo sbuffò. Un altro guardò l’orologio.
Io ero il terzo, ma non avevo fretta.
La osservavo come si osserva qualcosa che non si vede più spesso:
la delicatezza dell’attenzione.
Quando trovò la moneta giusta, la cassiera aveva già lo sguardo altrove.
Mi avvicinai, pagai anche il suo caffè insieme al mio.
— Non serve — disse lei, alzando la testa.
— Hanno fretta — risposi sorridendo. — Lasciamoli correre. Chi non ha tempo d’attesa, non ha tempo di vita.
La cassiera alzò lo sguardo, sorpresa.
La fila tacque per un istante.
Lei mise le monete nel portamonete, poi mi seguì con gli occhi.
Mi sedetti a un tavolo, e poco dopo la vidi avvicinarsi piano.
— Mi lasci almeno restituirle quanto mi deve — disse.
Si sedette, posò le monete sul tavolo e le contò una a una.
Ogni gesto aveva la lentezza di un rito.
Quando finì, dissi:
— Credo che me ne abbia dati troppi.
Lei sorrise, ironica. — Non ci vedo bene, ma so contare la gentilezza.
Rimase un attimo in silenzio.
Poi aggiunse:
— Sa, mio marito diceva sempre che chi ha tempo di aspettare, ha ancora un’anima.
E si allontanò, lasciando sul tavolo due monete lucide come piccoli soli.
Stasera, nella stanza senza specchi, ho capito che la pazienza è una forma d’amore.
Attendere non significa fermarsi: significa restare fedeli a ciò che vale.
Nel mondo che corre, chi sa aspettare è l’unico che ancora ascolta.
E forse, in fondo, la lentezza è solo il modo che ha il cuore per restare umano.

Rispondi