Oggi mi sono accorto che la vita non avvisa mai quando decide di cambiarti traiettoria.
Lo fa in silenzio, come una corda tesa che a un certo punto vibra, e tu non sai se si spezzerà o se ti trascinerà più in alto.
La vertigine non è cadere: è capire che potrei non essere più lo stesso dopo un solo pensiero, un solo sguardo, una sola parola detta al momento giusto.
È quel secondo in cui tutto si inclina, e senti il cuore che scivola un millimetro più in là rispetto a dove l’avevi lasciato.
Forse la vertigine è l’unico modo che ha l’anima per ricordarti che sei vivo.
Che nulla è fermo.
Che ciò che temi di perdere è già cambiato mentre ci pensavi.
Oggi ho capito questo: la stabilità è una bugia elegante.
Ciò che ci salva davvero è il movimento.
E il movimento, a volte, fa paura.
Ma è una paura che illumina.

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