Le Giustificazioni
“Era colpa sua.”
“Lo provocava.”
“L’amava troppo.”
Sono queste le frasi che avete lasciato cadere come pietre.
Giustificazioni travestite da verità.
Menzogne che hanno coperto il mio sangue.
Non era colpa mia.
Non ero io la provocazione.
Non ero io la scintilla.
Era il suo orgoglio ferito.
Era il suo potere che vacillava.
Era la sua paura della mia libertà.
Mi avete raccontata come un errore.
Avete detto che avevo sbagliato a vivere troppo forte,
a parlare troppo chiaro,
a sognare troppo in grande.
Ma io non ero un eccesso.
Ero una vita.
E la vita non si giustifica.
Ha scelto di uccidermi.
Lo ha fatto con lucidità.
E voi avete permesso che la sua scelta si confondesse con un destino.
Non era amore.
Non era passione.
Era dominio.
Era violenza.
Era morte annunciata.
E ora sono io la voce che resta.
Che strappa le vostre giustificazioni una per una.
Che non accetta più la parola amore accanto alla parola omicidio.
Il nome che manca…
lo dite voi.

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