Il nome che manca lo dite voi

·

Le Ferite Invisibili

Non mi hai spezzato le ossa.
Non mi hai inciso la pelle.
Eppure… mi hai uccisa lo stesso.

Ogni parola è stata lama.
Ogni silenzio, catena.
Ogni umiliazione, pietra sul petto.

Mi dicevi: sei nulla.
Sei nessuno senza di me.
E la mia voce si è consumata nel tentativo di smentirti.

Ho gridato dentro.
Ho bussato con la voce tremante.
Ho detto: sto morendo, anche se respiro.

Mi hanno risposto:
non ci sono prove.
Le ferite invisibili non fanno referti.
Il dolore interiore non riempie fascicoli.

Ma io morivo lo stesso.
A ogni giorno negato.
A ogni sogno deriso.
A ogni libertà sottratta.

Sono stata sepolta viva,
con il cuore che batteva ancora.
Come me, mille altre.
Donne svuotate senza sangue versato.

La morte non sempre arriva con un colpo.
A volte gocciola lenta,
si insinua nei pensieri,
corrode la luce dall’interno.

Non chiamatela fragilità.
Non chiamatela debolezza.
È violenza.
È prigione invisibile.
È condanna senza graffi.

E adesso parlo io.
Con una voce che nessuno potrà più archiviare.

Il nome che manca…
lo dite voi.

5 risposte a “Il nome che manca lo dite voi”

  1. Le violenze psicologiche non sono mai riconosciute… dallo stato come nella società… Quasi come non esistessero… Eppure possono lasciare ferite che potrebbero non rimarginarsi mai

  2. Dolorosi e belli i tuoi articoli dedicati alle donne annullate da uomini sensa senso!

    1. Sarò sincero, da uomo che a volte si vergogna di appartenere alla stessa stirpe di certe bestie.
      Non lo dico per compiacere, e nemmeno perché sono cresciuto circondato da donne straordinarie — anche se è grazie a loro se ho capito che la donna è, senza discussione, la forma più compiuta dell’essere umano.

      La verità è che l’uomo non ha ancora compreso la grandezza della donna.
      E quando non comprendi ciò che è superiore, invece di imparare, scappi.
      Insegniamo agli uomini questa eccellenza: non perché la donna abbia bisogno di essere spiegata, ma perché l’uomo ha bisogno di evolversi.

      Perché accade sempre la stessa cosa:
      quando un uomo si accorge, spesso senza nemmeno capirlo, che una donna è vent’anni avanti, invece di crescere si ritrae, regredisce, torna alla sua forma primitiva.
      Ed è lì che si vede chi è davvero e chi continuerà a essere, se non sceglie finalmente di cambiare.

      1. Sottoscrivo ogni parola Francesco!
        Per fortuna ci sono uomini, di cui nessuno parla che non la pensano come il ministro, che non rispondono a un DNA, tra l’altro discutibile, visto che per molte specie in natura è la femmina a guidare il branco.
        Ma rispondono all’intelligenza e al rispetto, uomini cresciuti ed educati a questo, uomini che amano le donne, davvero, e sanno camminare a fianco delle loro mogli, madri sorelle.
        Sanno anche andarsene pur con dolore quando un amore finisce.
        🌹

  3. Ogni testo di questa rubrica è profondi e intenso, ogni volta che leggo le tue parole, sono penetranti impossibile rimanerne differenti. Per tornare ai versi di oggi di, le parole fanno dei danni di violenza psicologica che è altrettanto lacerante come un’arma che colpisce la carne e, come ho già detto e voglio ribadire, chi conosce le situazioni e sta zitto senza intervenire e senza fare niente, è ugualmente se non ancora di più, colpevole!

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