L’amore, forse

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Se ascolti abbastanza a lungo, anche il silenzio finisce per raccontare una storia.

La parte che non diciamo

Forse l’amore inizia proprio dove le parole comprendono di non essere abbastanza.

Mi sono chiesto molte volte quanto di noi appartenga davvero agli altri.

Non quello che raccontiamo.

Quello è facile.

Le parole hanno imparato, da tempo, a vestirsi bene.

Io penso a quella parte che rimane indietro.

Quella che non trova mai il momento giusto.

Quella che sorride mentre avrebbe voglia di tremare.

È curioso.

Passiamo la vita cercando qualcuno che ci comprenda.

Poi, quando quella possibilità si avvicina davvero, siamo i primi a nasconderci.

Non per mancanza di coraggio.

Forse per eccesso di delicatezza.

Come se mostrarsi fino in fondo significasse consegnare all’altro qualcosa che non sapremmo più riprendere.

Ogni essere umano custodisce una stanza che apre molto raramente. Non perché sia proibita. Perché è fragile.

Mi domando se l’amore non sia proprio questo.

Non entrare in quella stanza.

Sedersi davanti alla porta.

Senza bussare.

Senza pretendere.

Aspettando che sia l’altro, un giorno, ad aprirla dall’interno.

Perché alcune soglie non si attraversano.

Si ricevono.

Abbiamo dato troppa importanza alle grandi dichiarazioni.

E troppo poca ai gesti che non chiedono di essere notati.

C’è una forma di rispetto che somiglia all’attesa.

Una forma di vicinanza che sa fermarsi un passo prima.

Una forma di presenza che non invade.

Forse è lì che le persone iniziano a fidarsi.

Non quando qualcuno promette ” per sempre”.

Quando comprendono che potrebbero anche andare via…

…e scelgono, ogni volta, di non forzare nulla.

La fiducia non cresce quando ci sentiamo al sicuro. Cresce quando smettiamo di avere paura di essere visti.

Ogni tanto penso che il sentimento più raro non sia amare.

Sia trovare qualcuno davanti al quale non abbiamo più bisogno di difenderci da noi stessi.

Qualcuno che non abbia fretta di conoscere ogni nostra risposta.

Perché ha imparato ad amare anche le nostre domande.

E forse…

Forse è proprio lì che due persone smettono di cercarsi.

Non perché si siano trovate.

Ma perché hanno finalmente compreso che non c’era più nulla da dimostrare.

Forse l’amore non ci chiede di essere completamente conosciuti. Ci chiede soltanto di non avere più paura di essere lentamente scoperti.

3 risposte a “L’amore, forse”

  1. Mi piace molto il riconoscere l’amore non come conquista, ma come spazio custodito. Bello il concetto che ciò che davvero ci lega agli altri non è ciò che sappiamo dire, ma ciò che non riusciamo ancora a consegnare, e la fiducia che nasce non dalle promesse ma dall’assenza di pressione.
    Leggendoti, mi colpisce l’idea che l’intimità non sia un varco da forzare, ma un ritmo da rispettare. L’amore non chiede di essere decifrati subito, ma di essere guardati senza fretta, finché la paura di essere visti si scioglie da sola. È un pensiero raro: l’altro non come esploratore, ma come presenza che sa fermarsi un passo prima, che non pretende, che attende.
    Forse è davvero così: ci fidiamo quando capiamo che possiamo restare, ma anche andare, e che nessuno userà quella libertà contro di noi. Quando qualcuno accoglie le nostre domande senza ansia di risposte. Quando non c’è più nulla da dimostrare, perché l’essere scoperti lentamente non fa più paura. Un bellissimo testo, grazie. Buona giornata Fra.

    1. Ho sempre pensato che l’amore non sia il desiderio di arrivare fino in fondo a qualcuno, ma la capacità di fermarsi ogni volta che la sua anima chiede ancora un po’ di tempo.Viviamo in un mondo che pretende di capire tutto e subito, mentre i sentimenti hanno un ritmo completamente diverso. Le persone non si aprono perché vengono interrogate, ma perché si sentono al sicuro.
      Per me amare significa proprio questo, diventare un luogo in cui l’altro possa deporre le proprie fragilità senza il timore che vengano usate, giudicate o corrette. È la forma più alta di fiducia. Grazie Giusy

  2. 🎀 Esprimo il mio pensiero ~ Credo che l’ amore, in quanto sentire penetrante, provenga da lontananze inaccessibili (forse da altre vite) ~ In genere ha il suo start nell’innamoramento, fase baluginante ~ 🎀 Poi si fonda e cresce sul riconoscimento e sulla progressiva conoscenza ~ La conoscenza si realizza attraverso l’attenzione (attivita’ sensibile, peculiare) che SIMONE WEIL defini’ “la forma piu’ elevata dell’amore” ~ 🎀 Se, per i vari motivi ostacolanti, non si approfondisce la conoscenza, si configura inevitabilmente la domanda: “CHI amo?” e “CHI mi ama? ~ Quel “Chi”, raffigurante l’altro/a, e’ il versante complicato ma ineludibile del sentimento ~ 🎀 In Amore occorre luce animica e umana ricerca, non mero attaccamento o mera fruizione ~ Al buio non cresce nulla ~ 🎀 CONfUCIO, sulla particolare delicatezza della reciproca conoscenza, asseri’ : ” L’uomo superiore non entra nelle stanze interne” ~ Ma ciascuno ama secondo la propria individualita’ …

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