Se ascolti abbastanza a lungo, anche il silenzio finisce per raccontare una storia.
La paura di essere felici
Forse non temiamo l’amore. Temiamo ciò che potrebbe chiederci di diventare.
Esiste una domanda che quasi nessuno ha il coraggio di rivolgersi.
Non riguarda chi abbiamo amato.
Riguarda noi.
Siamo davvero pronti a essere felici?
…
Per anni ho creduto che l’essere umano avesse paura della solitudine.
Poi ho iniziato a osservare meglio.
Ho scoperto che, qualche volta, ci abituiamo così tanto alle nostre difese da scambiarle per la nostra identità.
Le costruiamo con pazienza.
Le chiamiamo prudenza.
Esperienza.
Maturità.
E forse lo sono davvero.
Ma, ogni tanto, diventano anche il luogo in cui ci nascondiamo.
Ci abituiamo a sopravvivere con una tale precisione da dimenticare come si vive senza paura.
L’amore ha una caratteristica singolare.
Non ci domanda di essere perfetti.
Ci domanda di essere presenti.
Ed è una richiesta molto più difficile.
Perché essere presenti significa non potersi rifugiare nel passato.
Non potersi nascondere nel domani.
Restare.
Qui.
Adesso.
Con tutto ciò che siamo.
Anche con ciò che non comprendiamo ancora di noi.
…
Ogni essere umano custodisce una versione di sé che nessuno ha mai incontrato.
Non perché sia falsa.
Perché sta ancora aspettando il momento in cui sentirà di non dover più dimostrare nulla.
Mi piace pensare che l’amore riconosca proprio quella parte.
Non la più forte.
Non la più sicura.
Quella che continua a tremare e, nonostante tutto, decide di non andarsene.
Le cose più coraggiose non sono quelle che smettono di tremare. Sono quelle che imparano a restare anche mentre tremano.
Forse è questo che rende così difficile lasciarsi amare.
Accettare che qualcuno possa vedere ciò che noi, per primi, abbiamo imparato a evitare.
Non per giudicarlo.
Non per cambiarlo.
Semplicemente…
per restargli accanto.
…
Ogni tanto mi domando se la felicità non sia proprio questo.
Smettere di cercare una versione migliore di noi stessi.
E avere il coraggio di consegnare a qualcuno quella incompleta.
Quella che inciampa.
Che sbaglia.
Che ricomincia.
Perché, forse, è proprio lì che l’amore smette di assomigliare a un sogno.
E comincia, finalmente, ad avere il respiro della vita.
Forse essere amati non significa trovare qualcuno che ci completi. Significa incontrare qualcuno davanti al quale non sentiamo più il bisogno di nasconderci.

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