L’amore, forse

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Se ascolti abbastanza a lungo, anche il silenzio finisce per raccontare una storia.

La paura di essere felici

Forse non temiamo l’amore. Temiamo ciò che potrebbe chiederci di diventare.

Esiste una domanda che quasi nessuno ha il coraggio di rivolgersi.

Non riguarda chi abbiamo amato.

Riguarda noi.

Siamo davvero pronti a essere felici?

Per anni ho creduto che l’essere umano avesse paura della solitudine.

Poi ho iniziato a osservare meglio.

Ho scoperto che, qualche volta, ci abituiamo così tanto alle nostre difese da scambiarle per la nostra identità.

Le costruiamo con pazienza.

Le chiamiamo prudenza.

Esperienza.

Maturità.

E forse lo sono davvero.

Ma, ogni tanto, diventano anche il luogo in cui ci nascondiamo.

Ci abituiamo a sopravvivere con una tale precisione da dimenticare come si vive senza paura.

L’amore ha una caratteristica singolare.

Non ci domanda di essere perfetti.

Ci domanda di essere presenti.

Ed è una richiesta molto più difficile.

Perché essere presenti significa non potersi rifugiare nel passato.

Non potersi nascondere nel domani.

Restare.

Qui.

Adesso.

Con tutto ciò che siamo.

Anche con ciò che non comprendiamo ancora di noi.

Ogni essere umano custodisce una versione di sé che nessuno ha mai incontrato.

Non perché sia falsa.

Perché sta ancora aspettando il momento in cui sentirà di non dover più dimostrare nulla.

Mi piace pensare che l’amore riconosca proprio quella parte.

Non la più forte.

Non la più sicura.

Quella che continua a tremare e, nonostante tutto, decide di non andarsene.

Le cose più coraggiose non sono quelle che smettono di tremare. Sono quelle che imparano a restare anche mentre tremano.

Forse è questo che rende così difficile lasciarsi amare.

Accettare che qualcuno possa vedere ciò che noi, per primi, abbiamo imparato a evitare.

Non per giudicarlo.

Non per cambiarlo.

Semplicemente…

per restargli accanto.

Ogni tanto mi domando se la felicità non sia proprio questo.

Smettere di cercare una versione migliore di noi stessi.

E avere il coraggio di consegnare a qualcuno quella incompleta.

Quella che inciampa.

Che sbaglia.

Che ricomincia.

Perché, forse, è proprio lì che l’amore smette di assomigliare a un sogno.

E comincia, finalmente, ad avere il respiro della vita.

Forse essere amati non significa trovare qualcuno che ci completi. Significa incontrare qualcuno davanti al quale non sentiamo più il bisogno di nasconderci.

3 risposte a “L’amore, forse”

  1. C’è qualcosa di molto vero in queste tue parole: a volte non è l’amore che ci spaventa, ma quello che potrebbe tirar fuori da noi. Ci abituiamo talmente alle nostre difese da scambiarle per la nostra identità, e finiamo per chiamarle “maturità”, “prudenza”, “esperienza”. In realtà, spesso come affermi tu, sono solo i posti in cui ci nascondiamo.

    Questo testo ricorda una cosa semplice e complicata insieme: l’amore non ci chiede di essere perfetti, ci chiede di esserci. Di restare qui, adesso, senza scappare nel passato o nel futuro. E non è facile, perché significa mostrare anche le parti che tremano, quelle che anche noi non abbiamo ancora capito del tutto.

    Condivido che ognuno di noi abbia una versione di sé che nessuno ha mai visto. Non perché sia falsa, ma perché aspetta il momento in cui non deve più dimostrare niente. Ed è bello pensare che l’amore riconosca proprio così quella parte lì: non la più forte, non la più sicura, ma quella che resta anche quando ha paura.
    Forse la felicità è proprio questo: smettere di inseguire una versione “migliore” di noi stessi e avere il coraggio di consegnare a qualcuno quella reale. Quella che inciampa, che sbaglia, che ricomincia. È lì che l’amore smette di sembrare un’idea e comincia ad assomigliare alla vita.
    Bellissimo testo, grazie per queste autentiche riflessioni sull’amore.

  2. 🎀 Personalmente mi aspetto, nel sentimento, di essere “raggiunta”, “compresa”, “partecipata”, con l’aspettativa fervida di “raggiungere”, “comprendere”, “partecipare” ~ 🎀 Credo anch’io che non si ami chi e’ perfetto, o chi ci completa ~ 🎀 Credo che si ami chi ci “trova” ~ L’incontro profondo puo’ generare l’autentica reciprocita’, lo specchio pulito, la situazione feconda, la nascita/rinascita, la crescita, l’evoluzione condivisa verso il mistero da vivere, qui ed oltre ~ Non accade spesso ~ 🎀 L’amore senza il percorso della conoscenza, e’ un racconto perimetrale e proiettivo, un’ombra cinese.

    1. Che meraviglia quell’espressione: “si ama chi ci trova”. Credo racchiuda una verità profonda, perché essere trovati significa essere visti senza doverci nascondere o spiegare continuamente. E condivido anche il valore che attribuisci alla conoscenz è il tempo che trasforma un’emozione in una presenza autentica. Grazie per questa riflessione così intensa. Come tutto ciò che scrivi.

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