Il computer si accende.
Lo schermo è ancora nero.
Poi compare una luce.
Ancora qualche istante.
Le icone non sono arrivate.
La giornata, per fortuna, nemmeno.
*Non riempire subito questo spazio.*
Ogni mattina credo di iniziare da lì.
Da una scrivania.
Da una tastiera.
Da un elenco di cose da fare.
Poi, proprio in quei pochi secondi, mi accorgo che non è vero.
La giornata non comincia quando si accende uno schermo.
Comincia molto prima.
Comincia nel modo in cui entro dentro ciò che mi aspetta.
*Non consegnarti ancora.*
Lo schermo continua a caricarsi.
Io resto immobile.
Ed è strano quanto possa fare paura un istante in cui non siamo obbligati a fare niente.
Siamo diventati così abili a riempire ogni vuoto da dimenticare che è proprio il vuoto a dare forma a ciò che contiene.
Una pagina senza margini sarebbe illeggibile.
Una musica senza pause sarebbe soltanto rumore.
Forse vale anche per noi.
*Lascia uno spazio anche dentro di te.*
Mi torna alla mente una domanda che non ricordavo più.
Quando ho iniziato a identificarmi con quello che produco?
Quando ho smesso di pensare che il mio valore potesse esistere anche nei giorni in cui non concludevo nulla?
Non cerco una risposta.
La domanda basta.
Perché alcune domande non servono a essere risolte.
Servono a cambiare il luogo da cui guardiamo le cose.
*Non sei ciò che dimostri.*
Lo schermo prende vita.
Le finestre si aprono una dopo l’altra.
Le notifiche iniziano a reclamare attenzione.
Il mondo torna a bussare.
Con la sua urgenza.
Con la sua voce.
Con la sua fame di tempo.
Ma qualcosa è rimasto seduto, in silenzio, accanto a me.
È quella domanda.
Non pretende.
Non incalza.
Respira.
Aspetterà il momento giusto.
Capisco allora che quei cinque secondi non mi hanno dato una risposta.
Mi hanno restituito una compagnia.
La mia.
*Non perderti mentre costruisci la giornata.*
Appoggio le mani sulla tastiera.
Inizio a scrivere.
Le stesse dita.
Lo stesso lavoro.
Lo stesso giorno.
Eppure c’è una differenza che nessuno vedrà.
Per qualche istante non ho acceso un computer.
Ho acceso la possibilità di non dimenticare chi stava per usarlo.
*Adesso comincia.*

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