Disordine

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Disordine

Il momento che amo di più è quello in cui i pensieri iniziano a riordinarsi. Le vacanze servono anche a questo.

È come entrare in una stanza rimasta per troppo tempo nel disordine. All’inizio ogni cosa sembra fuori posto, confusa, irraggiungibile. Poi, senza quasi accorgertene, inizi a spostare un ricordo, una paura, una speranza. E, lentamente, ogni cosa torna ad appartenere al posto che le spetta.

Questo fa il tempo quando gli permettiamo di lavorare dentro di noi.

Da fuori sembra che ci siamo fermati. Sembra che non stia accadendo nulla. Ma dentro… dentro tutto è in movimento.

Le domande smettono di rincorrersi. Il rumore perde forza. Le emozioni trovano finalmente un nome. Ciò che appariva irrisolvibile si lascia osservare da un’altra prospettiva, e proprio in quel cambio di sguardo nasce la possibilità di una soluzione.

Forse non abbiamo trovato tutte le risposte. Forse alcune continueranno ad aspettarci ancora. Ma abbiamo ritrovato qualcosa di ancora più prezioso: una direzione.

E una direzione vale più di una certezza.

Perché è da lì che ricomincia il cammino.

Ogni volta che la vita sembra confonderci, esiste un tempo silenzioso che rimette ordine senza fare rumore. Un tempo che non aggiunge nulla, ma toglie il superfluo. Separa il necessario dall’inutile, la paura dalla realtà, il peso da ciò che siamo davvero.

E quando quel lavoro invisibile termina, ci scopriamo diversi.

Non perché il mondo sia cambiato.

Ma perché siamo cambiati noi.

Rigenerati da quel disordine attraversato fino in fondo, torniamo a guardare il giorno con occhi più limpidi, il futuro con meno timore e il cuore con una forza che credevamo di avere perduto.

A volte la serenità non arriva quando troviamo tutte le risposte.

Arriva quando, finalmente, i nostri pensieri smettono di combattere tra loro.

Il caos non è sempre un nemico. A volte è soltanto l’ordine che sta ancora cercando il suo nome.

7 risposte a “Disordine”

  1. Come sempre interessanti le tue riflessioni nelle quali insegui un possibile senso all’accadere. Personalmente amo il disordine e il caos creativo. Non sopporto l’ordine che imprigiona maniacalmente in settori/scatole chiuse.

    1. Credo che il punto sia proprio questo, esiste un ordine che libera ed esiste un ordine che soffoca. Così come esiste un caos che disperde ed esiste un caos che prepara.

      La vera sfida non è scegliere tra l’uno e l’altro, ma imparare a riconoscere quando ognuno di loro sta lavorando a favore della nostra crescita.

      Grazie di cuore per questa riflessione, mi ha fatto sorridere e pensare.

  2. Mi ritrovo in queste tue riflessioni e in special modo ho compreso che il caos può essere importante da quando ho iniziato il blog e, a omir di cronaca, me lo hai fatto capire tu quando si vivono quei momenti che non si riesce a scrivere niente e da questo tuo dialogo è nata in me la comprensione di tutto il resto del mio caos, adesso non mi preoccupo più se non riesco a radunare le idee sia nello scrivere che nel mio privato, mi hai insegnato che dopo il caos arriva l’ordine.

    1. Leggere questo mi emoziona profondamente, perché significa che una riflessione è uscita dalle pagine ed è entrata nella vita. Ed è il motivo per cui scrivo.

      Sono felice che oggi tu riesca a guardare il caos con occhi diversi. Non come un fallimento, ma come un passaggio. Perché, molto spesso, è proprio lì che qualcosa dentro di noi sta cambiando posto per fare spazio a una versione più autentica di noi stessi.

      Grazie di cuore per aver condiviso questo pezzo del tuo cammino. Per me ha un valore immenso.

  3. Credo che quando si ha la possibilità di fermarsi tutto assuma una forma diversa… quando appunto “i nostri pensieri smettono di combattere tra loro”

    1. Pienamente in sintonia con te…come sempre mi capita

  4. la parola… “caos”…
    può diventare… la parola… “caso”…
    quando una vocale e una consonante invertite… ne cambiano completamente il senso…

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