Viaggi in Corea
La città che non ha dimenticato di voltarsi indietro
Le città più belle non sono quelle che crescono più in fretta. Sono quelle che, mentre corrono verso il futuro, trovano ancora il tempo di aspettare il proprio passato.
…
La sera arriva lentamente su Seoul.
Prima si accendono alcune finestre.
Poi i ponti.
Poi il fiume Han comincia a riflettere migliaia di luci come se qualcuno avesse rovesciato il cielo nell’acqua.
Da lontano la N Seoul Tower osserva tutto.
Non domina la città.
La accompagna.
Come un vecchio amico che conosce ogni suo cambiamento.

…
Mi piace camminare senza sapere dove finirò.
Credo che le città raccontino la verità soltanto a chi rinuncia alla fretta.
Così una strada diventa un incontro.
Un vicolo diventa una storia.
Una panchina diventa un luogo in cui fermarsi senza avere nessun motivo.
…
A Seoul il futuro arriva prima.
Lo incontri nella metropolitana che sembra non sbagliare mai un secondo.
Nei grattacieli di vetro.
Negli schermi luminosi.
Nelle persone che attraversano la città con passo deciso.
Poi basta svoltare un angolo.
E tutto cambia.
Una casa di legno.
Un cortile silenzioso.
Una porta scorrevole.
Il profumo del tè.
Una signora che sistema con pazienza alcuni vasi davanti all’ingresso.
Il tempo, qui, non è andato via.
Ha semplicemente scelto un’altra strada.
…
È questa la cosa che continuo ad ammirare della Corea.
Non ha costruito il domani demolendo ieri.
Ha lasciato che convivessero.
Come due generazioni sedute allo stesso tavolo.
Una racconta.
L’altra ascolta.
Poi si scambiano i ruoli.
…
Passeggiando nel quartiere di Bukchon, le case sembrano respirare.
I tetti si rincorrono come onde.
Le finestre osservano la città senza sentirsi fuori posto.
Dietro di loro, poco più in là, il vetro dei palazzi riflette il cielo.
Nessuno dei due cerca di assomigliare all’altro.
Ed è proprio questo a renderli così armoniosi.
…

Quando cala la notte, Seoul cambia ancora.
I piccoli ristoranti si riempiono di risate.
Le librerie rimangono illuminate.
Nei caffè qualcuno studia.
Qualcun altro legge.
Una coppia resta in silenzio davanti a due tazze ormai vuote.
E improvvisamente comprendi una cosa.
La modernità non consiste nell’avere più tempo.
Consiste nello scegliere come abitarlo.
…
Forse è questo il motivo per cui la Corea riesce a sorprendere così tanto.
Non cerca di convincerti.
Non ostenta.
Ti invita soltanto a rallentare.
E, mentre lo fai, scopri che il futuro può essere straordinariamente moderno senza perdere la capacità di inchinarsi davanti alla memoria.
…
Quando ho lasciato Seoul, la torre era ancora lì.
Illuminata.
Immobile.
Ho pensato che assomigliasse a certe persone.
Quelle che non hanno bisogno di rincorrerti.
Restano.
E proprio per questo diventano un punto di riferimento.
Forse alcune città si visitano.
Seoul, invece, ti accompagna ancora molto tempo dopo che te ne sei andato.
Prima di ripartire…
Un libro
“Kim Jiyoung, nata nel 1982”, di Cho Nam-joo.
Per capire la Corea contemporanea attraverso la vita quotidiana di una donna qualunque.
…
Un film
Little Forest.
Se non lo hai ancora visto, aspetta una sera tranquilla.
È uno di quei film che insegnano a respirare più lentamente.
…
Un luogo
La N Seoul Tower.
Non salirci subito.
Osservala da uno dei ponti sul fiume Han, quando il sole sta tramontando.
Ci sono panorami che diventano più belli proprio perché li guardiamo da lontano.
…
Un piccolo gesto
La prossima volta che attraverserai la tua città…
non cercare un posto nuovo.
Cerca qualcosa che hai sempre avuto davanti agli occhi e non hai mai osservato davvero.
Forse ogni città custodisce un piccolo angolo di Corea.
Aspetta soltanto qualcuno disposto a rallentare.

Rispondi