K-Moment

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Viaggi in Corea

La città che non ha dimenticato di voltarsi indietro

Le città più belle non sono quelle che crescono più in fretta. Sono quelle che, mentre corrono verso il futuro, trovano ancora il tempo di aspettare il proprio passato.

La sera arriva lentamente su Seoul.

Prima si accendono alcune finestre.

Poi i ponti.

Poi il fiume Han comincia a riflettere migliaia di luci come se qualcuno avesse rovesciato il cielo nell’acqua.

Da lontano la N Seoul Tower osserva tutto.

Non domina la città.

La accompagna.

Come un vecchio amico che conosce ogni suo cambiamento.

Mi piace camminare senza sapere dove finirò.

Credo che le città raccontino la verità soltanto a chi rinuncia alla fretta.

Così una strada diventa un incontro.

Un vicolo diventa una storia.

Una panchina diventa un luogo in cui fermarsi senza avere nessun motivo.

A Seoul il futuro arriva prima.

Lo incontri nella metropolitana che sembra non sbagliare mai un secondo.

Nei grattacieli di vetro.

Negli schermi luminosi.

Nelle persone che attraversano la città con passo deciso.

Poi basta svoltare un angolo.

E tutto cambia.

Una casa di legno.

Un cortile silenzioso.

Una porta scorrevole.

Il profumo del tè.

Una signora che sistema con pazienza alcuni vasi davanti all’ingresso.

Il tempo, qui, non è andato via.

Ha semplicemente scelto un’altra strada.

È questa la cosa che continuo ad ammirare della Corea.

Non ha costruito il domani demolendo ieri.

Ha lasciato che convivessero.

Come due generazioni sedute allo stesso tavolo.

Una racconta.

L’altra ascolta.

Poi si scambiano i ruoli.

Passeggiando nel quartiere di Bukchon, le case sembrano respirare.

I tetti si rincorrono come onde.

Le finestre osservano la città senza sentirsi fuori posto.

Dietro di loro, poco più in là, il vetro dei palazzi riflette il cielo.

Nessuno dei due cerca di assomigliare all’altro.

Ed è proprio questo a renderli così armoniosi.

Quando cala la notte, Seoul cambia ancora.

I piccoli ristoranti si riempiono di risate.

Le librerie rimangono illuminate.

Nei caffè qualcuno studia.

Qualcun altro legge.

Una coppia resta in silenzio davanti a due tazze ormai vuote.

E improvvisamente comprendi una cosa.

La modernità non consiste nell’avere più tempo.

Consiste nello scegliere come abitarlo.

Forse è questo il motivo per cui la Corea riesce a sorprendere così tanto.

Non cerca di convincerti.

Non ostenta.

Ti invita soltanto a rallentare.

E, mentre lo fai, scopri che il futuro può essere straordinariamente moderno senza perdere la capacità di inchinarsi davanti alla memoria.

Quando ho lasciato Seoul, la torre era ancora lì.

Illuminata.

Immobile.

Ho pensato che assomigliasse a certe persone.

Quelle che non hanno bisogno di rincorrerti.

Restano.

E proprio per questo diventano un punto di riferimento.

Forse alcune città si visitano.

Seoul, invece, ti accompagna ancora molto tempo dopo che te ne sei andato.


Prima di ripartire…

Un libro

“Kim Jiyoung, nata nel 1982”, di Cho Nam-joo.

Per capire la Corea contemporanea attraverso la vita quotidiana di una donna qualunque.

Un film

Little Forest.

Se non lo hai ancora visto, aspetta una sera tranquilla.

È uno di quei film che insegnano a respirare più lentamente.

Un luogo

La N Seoul Tower.

Non salirci subito.

Osservala da uno dei ponti sul fiume Han, quando il sole sta tramontando.

Ci sono panorami che diventano più belli proprio perché li guardiamo da lontano.

Un piccolo gesto

La prossima volta che attraverserai la tua città…

non cercare un posto nuovo.

Cerca qualcosa che hai sempre avuto davanti agli occhi e non hai mai osservato davvero.

Forse ogni città custodisce un piccolo angolo di Corea.

Aspetta soltanto qualcuno disposto a rallentare.

4 risposte a “K-Moment”

  1. Oggi lo confermi ciò che avevo “compreso” dalle puntate precedenti di questi viaggio: il popolo coreano ha pieno rispetto del suo passato senza mai negarlo e dimenticarlo. Forse è proprio questa la loro grande forza, forse è anche da questo che nasce il loro garbo. Grazie Fra di quanto ci stai raccontando di questo territorio e il suo meraviglioso popolo e grazie anche per i suggerimenti finali dei quali personalmente ne faccio tesoro, sono utili per conoscere meglio i coreani per chi come me, in Corea non ci andrà mai. Il film di oggi li conosco, guardati tempi addietro e sarà un’ottima occasione per riguardarlo. Grazie ancora di tutto.

    1. Credo che tu abbia colto uno degli aspetti più belli della Corea. Il rispetto che hanno per il loro passato non è nostalgia, è gratitudine, questo cambia completamente l’ordine delle cose e ogni punto di vista con cui loro si confronteranno con tutto. Non cercano di cancellare ciò che è stato, nemmeno quando è stato doloroso. Lo custodiscono, lo ricordano e ci costruiscono sopra il futuro, uno dei principi fondamentali dell’HAN

      Forse è anche da lì che nasce quel garbo che si percepisce in tanti gesti quotidiani, la consapevolezza che ogni generazione è il risultato dei sacrifici di quella precedente. Tutto diventa una tradizione perenne che non sparire nei secoli.

      Mi rende davvero felice sapere che questa rubrica riesca a farti viaggiare anche senza prendere un aereo. In fondo era proprio questo il mio desiderio, non raccontare solo un Paese, ma provare a far conoscere l’anima di un popolo che adoro perchè mi ritrovo in ogni cosa che fanno non solo per il prossimo – ma per loro stessi.

      E mi fa sorridere sapere che riguarderai quel film. Ogni volta che si torna su una storia con occhi diversi, in realtà se ne scopre una nuova.

      Grazie di cuore per camminare accanto a me in questo viaggio. Per me è un valore immenso.

  2. Ricca di armonia

    1. Armonia è una parola che ritrovi spesso in Corea..in qualsiasi contesto

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