Nello sguardo

·

Il filo

Lo sguardo è il filo che rende l’anima visibile.

Ci sono parole che arrivano nella nostra vita senza chiedere il permesso.

Non fanno rumore.

Non cercano attenzione.

Semplicemente rimangono.

Per anni.

A volte per tutta una vita.

“Sguardo” è sempre stata una di quelle.

L’ho incontrata molte volte.

Nei libri.

Nelle fotografie.

Nei volti delle persone.

Credevo di conoscerla.

Poi, un giorno, mi sono accorto che non avevo mai provato davvero ad abitarla.

Perché guardare non è mai stato il gesto degli occhi.

Gli occhi, forse, sono soltanto il luogo in cui qualcosa di più profondo trova il coraggio di affacciarsi.

E da quel giorno ho iniziato a domandarmi quante cose, nella nostra esistenza, nascano molto prima di avere un nome.

L’amore.

La paura.

La speranza.

La nostalgia.

Perfino il perdono.

Forse, prima ancora di diventare parole…

sono stati uno sguardo.


Ci sono giorni

in cui l’anima resta in silenzio.

Non perché abbia smesso di parlare.

Ma perché sta cercando

uno sguardo

capace di comprenderla

prima ancora di ascoltarla.


Da quel momento ho smesso di osservare le persone.

Ho iniziato ad ascoltare ciò che attraversava i loro occhi.

Non sempre vi ho trovato risposte.

Spesso vi ho trovato domande che non avevano ancora avuto il coraggio di diventare voce.

Ed è stato allora che ho capito una cosa.

Forse non esistono occhi capaci di raccontare un’anima.

Esistono anime che, per un istante, decidono di lasciarsi intravedere.

È un istante brevissimo.

Quasi sempre passa inosservato.

Eppure, quando accade, qualcosa dentro di noi cambia senza fare rumore.

Questa rubrica nasce lì.

Non per spiegare lo sguardo.

Sarebbe impossibile.

Nasce per fermarsi ogni tanto sulla soglia di quel mistero.

Per restare qualche minuto in quel luogo invisibile dove il corpo finisce di guardare…

e l’anima comincia.

Forse ogni essere umano trascorre la vita cercando lo sguardo in cui, per la prima volta, riesce a riconoscersi senza bisogno di spiegarsi.

12 risposte a “Nello sguardo”

  1. Questa nuova rubrica da quanto mi pare di comprendere dalla presentazione credo sia un invito prezioso a guardare — e a lasciarsi guardare — con più verità. La seguirò con molto interesse.

    1. È particolare…spero di riuscire a calibrare la giusta dose di immagini e le emozioni che vorrei trasmettere. In questo caso lo sguardo è il varco …difficile da spiegare ma ci si prova. Solo esplorando si scopre

  2. Forse ogni essere umano trascorre la vita cercando lo sguardo in cui, per la prima volta, riesce a riconoscersi senza bisogno di spiegarsi. Esattamente

    1. Credo sia proprio così. Passiamo una vita a cercare qualcuno davanti al quale non dobbiamo dimostrare nulla, perché ci vede prima ancora che troviamo le parole. E quando quello sguardo arriva, smettiamo finalmente di cercare un posto nel mondo…per un istante, ci sentiamo già a casa. Eletta le tue parole sono sempre quelle giuste…

  3. Non è un caso se tutto ciò che ci colpisce è generato spesso da un semplice sguardo

    1. Non è un caso che sia proprio la tua penna a scrivere questo commento. Tu, che fai della profondità il tuo modo di raccontare il mondo, finirai inevitabilmente per affidare molto di te al tuo sguardo. Perché chi riesce a vedere oltre, prima di tutto ha imparato a guardare dentro di sé. È lì che nasce quel contatto autentico con la propria anima, ed è da lì che ogni sguardo acquista la forza di arrivare fino agli altri.

      1. “chi riesce a vedere oltre, prima di tutto ha imparato a guardare dentro di sé. È lì che nasce quel contatto autentico con la propria anima, ed è lì che ogni sguardo acquista la forza di arrivare fino agli altri.” La perla l’hai scritta tu

      2. Descrivendo te…non dimenticarlo mai.

  4. 🎀 Lo sguardo non e’ un semplice movimento direzionale degli occhi, e’ una attivita’ sensoriale ed uno strumento energetico potente, atto a vedere, direi persino a tangere ~ Ha una sua affilata energia (la stessa energia che, nella progressiva formazione neurobiologica dell’uomo demiurgico, ha forato anteriormente il cranio ed ha generato le orbite, da cui l’anima individuale, si protende all’esterno ~ 🎀 Ma guardare non significa necessariamente “vedere”(nel significato occulto del termine) ~ Infatti, vedere, tout court, e’ una fotografia psicomentale ~ Essa puo’, (o non puo’), essere implementata dalla “visione” piu’ ampia e profonda, che costituisce una attivita’ spirituale superiore, con molteplici livelli ~ Esiste infatti, indubitabilmente, l’Invisibile ~ 🎀 Lo sguardo e’ il raffinato canale energetico personalissimo su cui transitano molti fattori, sia benevoli e sia malevoli ~ Lo sguardo puo’ tangere ~ 🎀 Ecco questo ho inteso specificare, come primo approccio al tema di grande interesse …

    1. Mi ha fatto molto piacere leggere questa tua riflessione, perché aggiunge un livello ulteriore al tema che ho voluto introdurre. Hai espresso con grande profondità la differenza tra il semplice guardare, il vedere e quella che definisci una visione più ampia, capace di oltrepassare ciò che appare.

      Credo anch’io che lo sguardo sia molto più di un gesto meccanico, è uno dei modi più autentici con cui entriamo in relazione con il mondo e con gli altri. Spesso racconta ciò che le parole non riescono nemmeno a sfiorare. Che lo si interpreti in una chiave psicologica, filosofica o spirituale, resta uno degli strumenti più misteriosi e potenti che possediamo.

      Questa prima puntata aveva proprio l’intenzione di aprire una porta, non di esaurire l’argomento. Nelle prossime cercherò di ampliare questi concetti, affrontandoli da prospettive diverse, perché è un tema al quale tengo particolarmente e che considero di una ricchezza quasi inesauribile.

      Spero davvero che questa rubrica possa continuare a stimolare riflessioni come la tua, perché sono proprio confronti di questo livello a renderla viva e a darle profondità.

  5. aggiungo la frase di Paulo Coelho… che continuo a trovare molto vera…
    “Possiamo avere tutti i mezzi di comunicazione del mondo, ma niente, assolutamente niente, sostituisce lo sguardo dell’essere umano.”

    1. La frase è meravigliosamente vera

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