Viaggi in Corea
La Corea non è rimasta dietro di me
Ci sono viaggi che finiscono quando la valigia torna al suo posto. E poi ce ne sono altri che continuano, silenziosamente, nel modo in cui impariamo a guardare il mondo.
…
L’ultima mattina non cercavo più nulla.
Non avevo un luogo da raggiungere.
Nessuna fotografia da scattare.
Nessun monumento da visitare.
Camminavo.
Soltanto questo.
E, per la prima volta, mi sono accorto di non avere più lo stesso passo con cui ero arrivato.
…
All’inizio pensavo di essere venuto in Corea per conoscere un Paese.
Poi ho capito che nessun Paese può essere racchiuso dentro una cartina geografica.
Un Paese vive nelle persone che lo attraversano.
Nel modo in cui aspettano.
Nel modo in cui ringraziano.
Nel modo in cui si siedono uno accanto all’altro senza sentire il bisogno di riempire ogni silenzio.
…
Ripensavo ai tetti antichi di Bukchon.
Alle luci riflesse sul fiume Han.

Alla torre di Seoul che ogni sera sembrava osservare la città con la tranquillità di chi sa che il tempo passa, ma non porta via tutto.
Ripensavo alla fotografia di quella famiglia.
Alle mani che avevano donato il proprio oro.
Alle pagine di un libro sfogliate lentamente in una piccola libreria.
E mi sono reso conto che nessuno di quei ricordi era straordinario.
Erano tutti incredibilmente normali.
Forse è proprio questa la bellezza della Corea.
Aver trasformato la quotidianità in qualcosa che assomiglia alla poesia.
…

Esistono luoghi che ti mostrano quanto è grande il mondo.
La Corea, invece, mi ha mostrato quanto può essere profondo un gesto semplice.
Una porta chiusa con delicatezza.
Un inchino.
Una ciotola condivisa.
Una panchina.
Una passeggiata senza fretta.
Un silenzio rispettato.
Piccole cose.
Così piccole da sembrare invisibili.
Eppure sono proprio loro a costruire una vita.
…
Credo che il vero viaggio non sia stato attraversare la Corea.
Il vero viaggio è stato accorgermi di quante cose, nella mia vita, avevo smesso di osservare.
Avevo dimenticato che il tempo non serve soltanto a fare.
Serve anche a restare.
Che una città non si conosce visitandola.
Si conosce fermandosi.
Che un popolo non si comprende imparandone la lingua.
Si comprende imparando ad ascoltare ciò che non dice.
…
Forse è per questo che milioni di persone, dopo aver visto un film coreano, letto un romanzo o ascoltato una canzone, sentono una nostalgia difficile da spiegare.
Non è nostalgia della Corea.
È nostalgia di una versione di noi stessi che vive con più attenzione.
Con più gratitudine.
Con meno fretta.
…
Mentre l’aereo lasciava lentamente la pista, guardavo la città diventare sempre più piccola.
Pensavo che stavo tornando a casa.
Poi mi è venuto da sorridere.
Perché certe case non sono fatte di muri.
Sono fatte di emozioni.
E alcune continuano ad abitare dentro di noi anche quando sono lontane migliaia di chilometri.
…
Se qualcuno, un giorno, mi chiedesse cosa mi ha lasciato davvero la Corea, credo che non parlerei dei palazzi.
Né dei templi.
Né del cibo.
Risponderei così.
Mi ha insegnato che la delicatezza non è fragilità.
È una forma di forza che il mondo, troppo spesso, ha dimenticato.
E forse è proprio questo il motivo per cui continuo a tornarci con il pensiero.
Perché ci sono luoghi che ci cambiano senza chiedere nulla in cambio.
La Corea è uno di quelli.
E da qualche parte, tra il rumore delle nostre giornate…
continua ancora oggi…
a parlarmi piano.
Prima di ripartire…
Un libro
Scegli un autore coreano che ancora non conosci.
Non cercare il più famoso.
Cerca quello che, per qualche motivo, ti chiama.
I libri, proprio come i viaggi, arrivano sempre nel momento giusto.
…
Un film
Riguarda quello che più ti ha emozionato.
Scoprirai che, dopo questo viaggio, alcune scene avranno un significato completamente diverso.
…
Un luogo
Se un giorno deciderai di fare questo viaggio , non inseguire soltanto gli itinerari più famosi.
Concediti un’ora senza meta.
Le città, proprio come le persone, si raccontano meglio quando smettiamo di fare domande.
…
Un piccolo gesto
Domani mattina esci di casa cinque minuti prima.
Cammina lentamente.
Guarda il cielo.
Saluta qualcuno.
Ringrazia per qualcosa di semplice.
Se questa rubrica ti ha lasciato anche una sola cosa, spero sia questa.
La capacità di accorgerti della bellezza prima che diventi un ricordo.
La bellezza di un viaggio non è soltanto ciò che hai visto, ciò che hai assaggiato o i luoghi che hai attraversato. È riuscire a ricordare tutto, senza lasciare che il tempo porti via nulla. È custodire ogni dettaglio come si custodisce qualcosa di prezioso, fino ad accorgerti che una parte di te non è mai tornata davvero. È rimasta lì, sospesa, ad aspettare il giorno in cui i tuoi passi sapranno ritrovare la strada del ritorno.

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