Moon

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23 luglio 2026
Luna gibbosa crescente • 73% illuminata

Questa notte la Luna ha quasi terminato il proprio viaggio verso la pienezza.

Gli astronomi direbbero che il settantatré per cento del suo disco riflette la luce del Sole. Il resto continua a esistere oltre il nostro sguardo, custodito in una regione dove l’ombra non è un difetto, ma una pazienza.

È una notte strana.

Perché il “quasi” è una terra che l’uomo fatica ad abitare.

Quasi felice.

Quasi guarito.

Quasi innamorato.

Quasi arrivato.

Viviamo come se ogni cosa dovesse trovare immediatamente la propria forma definitiva, dimenticando che l’universo non conosce la fretta. Conosce soltanto il tempo.

La Luna non corre verso la sua completezza.

La lascia accadere.

Ogni sera accoglie un poco di luce in più senza mai trattenere quella ricevuta il giorno precedente. È una crescita che non ha l’ansia di dimostrare nulla. È semplicemente fedele al proprio cammino.

Forse dovremmo imparare da lei.

Perché anche noi passiamo la vita a diventare.

Non esiste un giorno preciso in cui si diventa coraggiosi.

Non esiste una mattina in cui ci si sveglia finalmente guariti.

L’amore non sboccia in un istante.

La serenità non arriva bussando alla porta.

Ogni trasformazione autentica possiede la discrezione della Luna.

Accade senza rumore.

Così lentamente da sembrare immobile.

Eppure, se qualcuno avesse il coraggio di guardarci ogni notte, si accorgerebbe che non siamo mai gli stessi.

Forse la nostra impazienza nasce da un equivoco.

Crediamo che la bellezza appartenga alle cose complete.

L’universo, invece, continua a commuoversi davanti a tutto ciò che sta ancora diventando.

Per questo la Luna, stanotte, non mi parla della pienezza.

Mi parla del coraggio di non avere ancora finito.


Forse il cielo non costruisce le stelle.

Le convince ad avere pazienza.

Ogni luce attraversa una lunga educazione al silenzio,
prima di meritare la notte.


Così fanno anche le anime.

Non fioriscono quando sono pronte.

Fioriscono quando smettono di avere paura
di non esserlo ancora.


Ogni notte la Luna mostra soltanto una parte di sé.
L’altra continua a esistere, anche quando nessuno la vede.

Completa la frase.

Stanotte la Luna mi ha ricordato che…

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10 risposte a “Moon”

  1. Il tuo modo di guardare la Luna sembra restituirle una voce che spesso dimentichiamo di ascoltare. Hai trasformato un fenomeno naturale in una meditazione sull’esistenza, con una delicatezza che arriva dritta dove le parole di solito non riescono. Questo testo è illuminante senza accecare, bello e profondo.

    1. Non so più come dirti grazie per l’attenzione e per la cura con cui condividi ogni cosa. È una mia prerogativa valutare l’andamento naturale e confrontarlo con il comportamento umano. Sono convinto che la natura…madre natura ci dia indicazioni attraverso i suoi eventi

      1. Si si, la conosci bene questa tua prerogativa ma quello che mi lascia sempre quasi senza fiato, è il tuo esprimerti con delicatezza, come se accompagnassi per mano noi lettori nelle tue riflessioni. È questo il bello della tua penna.

      2. Quello che sto per scriverti è crudele ma è ciò che avviene ogni giorno…Sono una persona estremamente sensibile, con l’anima esposta e naturalmente orientata verso uno sguardo poetico sulla vita. È il mio modo di stare al mondo. Non conosco un’altra forma di comunicazione.

        Ascolto l’esistenza in modo diverso e, inevitabilmente, mi esprimo con lo stesso linguaggio.

        Il vero dramma arriva quando devo vivere la quotidianità e catapultarmi nel mondo del business, delle statistiche, dei conti economici, delle decisioni che separano un “dentro” da un “fuori”. È lì che soffro di più. Ed è una realtà che, come accade a tanti, mi accompagna per gran parte della giornata.

        Quando finalmente torno alla mia dimensione , ho bisogno di disintossicarmi. Ho bisogno di ritrovare la mia natura, di ricordarmi chi sono, prima di dovermi rivestire, il giorno dopo, di un abito che non mi appartiene.

        Forse è proprio per questo che scrivo. Perché, quando lo faccio, devo cancellare ogni rumore, ogni maschera, ogni compromesso, e concedermi il privilegio di essere semplicemente ciò che sono.

        Non posso esserlo sempre, se voglio vivere in un mondo che spesso sento estraneo . Ma almeno tra le parole posso smettere di fingere.

      3. E questo rifugio è tantissimo, hai un luogo – dove dopo na giornata di stress che non ti apparterrebbe – puoi esprimere finalmente te stesso. Non temere comunque, capisco il tuo imprigionamenti quotidiano perché è anche il mio eccome!

  2. Una bella riflessione nata dalla luna e da come completa il proprio ciclo. Effettivamente a volte sarebbe meglio lasciare che le cose seguano il suo corso senza tentare in tutti i modi di accelerare ogni cosa, rischiando anche di rovinare tutto.

    1. Ti ringrazio per le tue parole, che condivido pienamente

  3. “Mi parla del coraggio di non avere ancora finito.”

    1. Devo spiegarti …ma con te è facile parliamo lo stesso linguaggio emotivo….

      Viviamo in un tempo che ci chiede continuamente di arrivare, arrivare ai risultati, alle certezze, alla versione migliore di noi stessi. Come se il valore di una vita dipendesse dal suo punto di arrivo.

      Eppure la Luna, ogni notte, ci insegna il contrario.

      Non ha paura di mostrarsi incompleta. Non si vergogna quando è soltanto un filo di luce, né sente il bisogno di giustificare ciò che ancora non è diventata. Continua semplicemente il suo viaggio.

      Forse il coraggio più grande non è quello di sentirsi pronti, ma quello di accettare che siamo ancora un’opera aperta. Che ci sono parti di noi che devono ancora nascere, ferite che devono ancora imparare a respirare, sogni che non hanno ancora trovato il loro tempo.

      Perché finché non abbiamo finito di diventare ciò che possiamo essere, la vita continua a scrivere dentro di noi.

      Ed è una meravigliosa notizia. Questo è il tormento e la resurrezione di questa frase…immagino che la senti cosi anche tu…

      1. Ti assicuro che questa spiegazione era già visibile nell’articolo. Ma ti ringrazio per avermene parlato ancora, perché fa bene al cuore

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