Aforizzando

·

«La parte più difficile del perdono non è dimenticare ciò che è accaduto. È smettere di vivere come se stesse accadendo ancora.»

Ci sono ferite che il tempo non chiude. Aspettano soltanto che qualcuno smetta di riaprirle.

Ci raccontiamo che il passato è alle nostre spalle.

Lo diciamo con sicurezza.

Come se bastasse voltarsi per lasciarlo indietro.

Eppure il passato conosce una strada che noi dimentichiamo.

Non cammina davanti a noi.

Cammina dentro di noi.

Ogni volta che una paura decide al posto nostro.

Ogni volta che diffidiamo di una carezza perché un’altra mano, un giorno, ci ha fatto male.

Ogni volta che rinunciamo a essere felici per paura di perdere ancora.

Non è il ricordo a tenerci prigionieri.

È l’abitudine a riviverlo.

Il perdono, allora, non è un favore concesso a chi ci ha feriti.

È una finestra che finalmente decidiamo di aprire nella stanza in cui ci eravamo chiusi.

L’aria entra piano.

All’inizio quasi infastidisce.

Poi ci accorgiamo che non stavamo respirando da molto tempo.

Forse guarire non significa cancellare le cicatrici.

Significa arrivare al punto in cui smettono di raccontare il dolore e cominciano a raccontare la forza silenziosa con cui siamo rimasti vivi.

Perché il passato merita rispetto.

Non il diritto di continuare a scrivere ogni nostro domani.

La libertà comincia nel momento esatto in cui il ricordo smette di essere un padrone e diventa soltanto una pagina.

Una risposta a “Aforizzando”

  1. La parte più sorprendente del perdono è scoprire che non riguarda il passato, ma il modo in cui scegliamo di vivere il presente. Le ferite non spariscono perché le ignoriamo; smettono di governarci quando smettiamo di trattarle come profezie.
    A volte ci vuole coraggio per riconoscere che non siamo più nel luogo in cui siamo stati feriti, anche se qualcosa dentro di noi continua a comportarsi come se fossimo ancora lì.
    Guarire, allora, è un gesto silenzioso: è restituire al ricordo il suo posto, senza permettergli di occupare tutti gli altri. È accettare che ciò che ci ha fatto male non può essere cambiato, ma il modo in cui continuiamo a viverlo sì.
    E quando finalmente ci concediamo questa libertà, il passato non scompare: semplicemente smette di dettare la direzione. Diventa una pagina che possiamo leggere senza paura di rimanerci intrappolati.
    Anch’io ho scritto un post su questo argomento il quale ho intitolato “Lasciare andare” uscirà più avanti forse a ottobre o quando avrò voglia di postarlo anche perché, ormai settembre è già tutto programmato.

Rispondi

Il mio Blog

Una parte fondamentale della mia vita? Nascondermi tra le mie emozioni e ricercare dentro me le parole, ogni parola.

Iscriviti

Scopri di più da Silenzio Letteraio - Nel Silenzio del Tempo

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere