Amo tutto di te.
Ma non è quel tutto che si pronuncia per il timore di dimenticare qualcosa.
È che non ho mai incontrato un dettaglio che il mio cuore desiderasse diverso.
Amo la luce…
quando sceglie di posarsi sul tuo viso.
Perché, ogni volta, ho l’impressione che abbia ritrovato il luogo da cui è nata.
Amo ogni riflesso.
Ogni sfumatura.
Ogni parola che lasci riposare sulle labbra.
E amo ciò che non dici.
Più ancora delle parole.
Perché anche il tuo silenzio possiede una voce.
La ascolto piano.
Come si ascolta il mare quando tutti hanno smesso di parlare.
Custodisce una lingua che appartiene soltanto a te.
E, senza sapere quando sia accaduto…
mi sono accorto che il mio cuore l’aveva già imparata.
Tu non attraversi il tempo.
Lo sfiori.
E lui…
quasi senza accorgersene…
dimentica la propria corsa.
Ci sono persone che passano nella vita come stagioni.
Tu no.
Tu sei rimasta nell’aria.
Come il profumo della pioggia quando il cielo ha già ricominciato a sorridere.
Sei il vento.
Quello che accarezza le foglie senza destarle.
Che accompagna l’erba senza piegarne la dignità.
Che custodisce la memoria delle tempeste dietro un orizzonte così quieto…
da sembrare un segreto della natura.
Ed è forse questo il tuo dono.
Essere immensa…
senza chiedere allo sguardo di accorgersene.
Ogni volta che pronuncio la parola eternità…
mi accorgo che non sto cercando il tempo.
Sto cercando te.
Perché esistono nomi che non servono a chiamare qualcuno.
Servono a riconoscere ciò che, dentro di noi, non finirà mai.
E allora…
se un giorno qualcuno mi domandasse quale volto abbia l’eternità…
non cercherei una risposta.
Abbasserei appena la voce.
Pronuncerei il tuo nome.
Poi…
lascerei che fosse il silenzio a continuare il discorso.
Perché ci sono tempeste che non fanno rumore.
Si avvicinano con la delicatezza di una carezza…
e cambiano il paesaggio del cuore per sempre.
Io…
a quella tempesta…dono il tuo nome
