Moon

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26 luglio 2026
Luna gibbosa crescente • 96% illuminata

Stanotte la Luna è così vicina alla sua pienezza da sembrare già completa.

Eppure non lo è.

Manca ancora un soffio.

Una piega quasi invisibile.

Una piccola esitazione di luce.

È sorprendente quanto l’universo ami quel poco che manca.

Noi, invece, passiamo la vita a contare le distanze.

Quanti chilometri.

Quanti giorni.

Quanti anni.

Quante parole non dette.

Come se l’amore obbedisse alla geografia.

Eppure il cielo conosce una legge diversa.

La Luna sfiora gli oceani senza toccarli.

Muove maree senza sfiorare una sola goccia.

Cambia il ritmo della Terra rimanendo lontana.

Forse anche gli esseri umani possiedono questa misteriosa capacità.

Ci sono persone che continuano a orientarci pur non essendo più accanto a noi.

Una voce imparata da bambini.

Un abbraccio che il tempo non è riuscito a consumare.

Un sorriso che riaffiora quando la vita diventa troppo pesante.

La loro presenza non occupa uno spazio.

Abita una direzione.

Forse è questo il significato più segreto dell’amore.

Non essere vicini.

Essere dentro.

Perché esistono distanze che separano i corpi…

e prossimità che appartengono soltanto alle anime.

La Luna continua a percorrere il suo sentiero senza cercare di annullare lo spazio che la divide dalla Terra.

Sa che non tutto ciò che è lontano è perduto.

Ci sono lontananze che custodiscono l’equilibrio del mondo.

Forse dovremmo imparare anche noi a non misurare gli affetti con il metro delle assenze.

Alcune persone non se ne vanno.

Cambiano soltanto il luogo in cui continuano ad amarci.

Stanotte, guardando la Luna, ho avuto un pensiero semplice.

Forse il cielo non è pieno di stelle.

Forse è pieno di presenze.



La notte non conta i passi.

Conta le nostalgie che riescono ancora a trovare la strada.

E quando il vento attraversa il cielo,
non porta con sé soltanto il profumo delle estati lontane.

Porta le voci di chi abbiamo amato,
che continuano a bussare piano,
per ricordarci che alcune partenze
non hanno mai imparato a essere addii.

Ogni notte la Luna mostra soltanto una parte di sé.
L’altra continua a esistere, anche quando nessuno la vede.

Completa la frase.

Stanotte la Luna mi ha ricordato che…

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2 risposte a “Moon”

  1. C’è una bellezza silenziosa nel modo in cui questo testo racconta la distanza: non come mancanza, ma come luogo misterioso in cui gli affetti continuano a respirare. La Luna diventa una metafora perfetta di ciò che resta anche quando non è più vicino, di ciò che continua a orientare senza toccare, a muovere senza sfiorare.
    Leggendo queste parole, si sente che l’amore non è una questione di presenza fisica, ma di direzione interiore. Alcune persone non se ne vanno davvero: cambiano solo il punto da cui continuano a illuminarci.
    E i versi finali sembrano chiudere il cerchio con una dolcezza che non consola, ma accompagna e usando la tua poetica: *”la notte non misura le assenze, misura le nostalgie che trovano ancora la strada”*. È un pensiero che resta, come una luce sottile che non pretende di rischiarare tutto, ma che basta per non perdersi.

  2. Ciò che riesce a toccare la nostra interiorità non ci abbandona mai

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