In anticipo
Lo sguardo è il filo che rende l’anima visibile.
Ci hanno sempre detto che uno sguardo serve a vedere.
Forse è vero.
Ma non è tutto.
Perché esistono sguardi che arrivano molto prima della vita.
Molto prima delle parole.
Molto prima del cuore.
A volte il mio sguardo si è accorto di qualcuno quando io continuavo serenamente a vivere il mio giorno.
Camminavo.
Parlavo.
Sorridevo.
Ignoravo perfino la sua presenza.
Eppure qualcosa, dentro di me, aveva già cambiato direzione.
Non ero stato io.
Il mio corpo non sapeva ancora nulla.
La mia mente era altrove.
Ma il mio sguardo…
l’aveva già incontrata.
Non so dove accada.
Forse in quel luogo silenzioso dove l’anima prende decisioni che il resto di noi comprenderà soltanto più tardi.
Ci sono incontri
che il corpo vive in ritardo.
Lo sguardo, invece,
era già arrivato.
E aveva avuto la delicatezza
di aspettarci.
Da quel giorno ho iniziato a sospettare che lo sguardo non appartenga agli occhi.
Gli occhi eseguono.
Lo sguardo sceglie.
Gli occhi si aprono.
Lo sguardo riconosce.
Gli occhi seguono la luce.
Lo sguardo, qualche volta, la precede.
Forse è per questo che alcune persone ci sembrano improvvisamente familiari.
Non perché le abbiamo già incontrate.
Forse perché una parte di noi aveva smesso di considerarle sconosciute molto prima che il tempo ci mettesse uno davanti all’altro.
E allora ho pensato che lo sguardo fosse molto più di un gesto.
Forse è il primo evento della nostra anima.
Accade senza chiedere il permesso.
Non aspetta il consenso del cuore.
Non consulta la ragione.
Semplicemente…
comincia.
E da quel momento tutto il resto tenta soltanto di raggiungerlo.
Forse la vita non inizia quando accade qualcosa.
Forse comincia molto prima, nell’istante in cui il nostro sguardo decide una direzione che noi non abbiamo ancora imparato a seguire.


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