L’amore dopo di te?

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L’amore dopo di te…

Appartiene alla stessa specie delle domande che il silenzio alleva senza pretendere una risposta.

Come certe notti.

Non cercano la luce.

La covano dall’altra parte del buio,

in una piccola pozza di cielo.

Da allora il destino ha smesso di coniugarsi.

Ha continuato a declinarti.

È rimasto una grammatica senza pronome.

Una lingua incapace di riconoscere un tempo diverso dal tuo.

I volti hanno continuato a transitare.

Attraversavano gli occhi,

mai la memoria.

Le stagioni…

non le distinguo più.

Sono soltanto il diverso modo con cui il vento dimentica gli alberi.

L’amore dopo di te

non avrebbe il coraggio di chiamarsi amore.

Sarebbe l’impercettibile collasso della necessità.

Il punto esatto in cui perfino l’attesa

si stanca di aspettare.

Da quel momento

il futuro non contava più i giorni.

Li ascoltava cadere.

Come una pioggia che nessuno vede,

ma che continua a consumare le pietre.

Comprendo

che esistono nomi

i quali non abitano una vita.

La riscrivono.

Per questo,

dopo di te,

non è rimasto il vuoto.

È rimasta un’altra grammatica.

Quella in cui ogni parola,

qualunque parola,

continua ostinatamente

a significare te.


L’amore dopo di te…

è il punto in cui perfino il tempo

rinuncia a chiamarsi futuro


Il mio Blog

Una parte fondamentale della mia vita? Nascondermi tra le mie emozioni e ricercare dentro me le parole, ogni parola.

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