Nello sguardo

·

Il primo volto

Lo sguardo è il filo che rende l’anima visibile.

C’è una cosa che mi commuove ogni volta che la penso.

La scienza racconta che un neonato, nei suoi primi istanti di vita, non vede il mondo come lo vediamo noi.

I contorni sono incerti.

Le distanze confuse.

I colori ancora fragili.

Eppure…

tra tutta quella luce ancora indistinta, il suo cervello cerca una cosa soltanto.

Un volto.

Come se fosse nato con una domanda già scritta dentro.

Prima ancora di conoscere il mondo…

cerca qualcuno.

È una meraviglia.

Perché significa che la nostra prima direzione non è un luogo.

È una presenza.

Non impariamo prima le montagne.

O il cielo.

O il mare.

Impariamo un volto.

Come se la natura avesse nascosto il significato della vita dentro un incontro.

Prima della strada…

un volto.

Prima del nome…

una presenza.

Prima della memoria…

uno sguardo.

Forse l’anima

non entra nel mondo

cercando risposte.

Cerca un altro essere umano.

Da quel momento ho iniziato a pensare che nessuno cresca davvero da solo.

Anche quando crediamo di esserci costruiti da soli…

qualcuno ci ha guardati.

Qualcuno ci ha riconosciuti quando ancora non sapevamo riconoscere noi stessi.

Forse è questo il dono più grande di uno sguardo.

Non vedere.

Far nascere.

Perché ogni essere umano, almeno una volta nella vita, è diventato se stesso nello sguardo di qualcuno.

Una madre.

Un padre.

Un nonno.

Un amico.

Un maestro.

Qualcuno che, senza accorgersene, gli ha detto:

“Tu esisti.”

Non con le parole.

Con il modo in cui lo guardava.

Ed è allora che ho capito una cosa che non avevo mai pensato.

Forse gli occhi non sono stati creati soltanto per osservare il mondo.

Forse sono il luogo in cui un’esistenza viene consegnata a un’altra esistenza.

Per questo alcuni sguardi non li dimentichiamo mai.

Non perché fossero belli.

Perché, per un istante, ci hanno dato il coraggio di esistere.

E da quel giorno il mondo ha avuto un volto anche per noi.

Forse il primo miracolo della vita non è aprire gli occhi.

È scoprire che, quando li apriamo, c’è già qualcuno che sta aspettando il nostro sguardo.

7 risposte a “Nello sguardo”

  1. *”Perché ogni essere umano, almeno una volta nella vita, è diventato se stesso nello sguardo di qualcuno.”*
    Bellissimo questo concetto ed è esattamente come affermi: e il luogo in cui un’esistenza viene consegnata a un’altra esistenza.
    Tra riflessioni e considerazioni varie, hai scritto un testo che è una meraviglia di poetica. Non saprei cos’altro aggiungere, ne sono rimasta incantata.

    1. Le tue parole mi emozionano profondamente. Sapere che ti sei fermata proprio su quella frase mi fa pensare che abbia trovato la sua destinazione. Credo davvero che esistano sguardi capaci di restituirci a noi stessi, di farci riconoscere prima ancora che impariamo a definirci. Sono rimasto incanto dalle tue cara Giusy

  2. E da lì non smetteremo più di cercare quello sguardo

  3. 🎀 Lo sguardo della madre, e con esso il suo volto, e’ per il neonato, un imprinting fatale, perche’, l’imponderabile, il Fato, gli ha assegnato un volto materno ed il suo insostituibile sguardo ~ Il neonato non comprende lo sguardo, lo associa al volto ed all’esperire ~ (Massimo Recalcati, psichiatra lacaniano contemporaneo ha scritto un interessante testo a riguardo “Il volto della madre”) ~ 🎀 Tale imprinting sembra essere cosi forte da aver generato un antico motto orientale densissimo: “Mostrami il volto di tua madre e ti diro’ chi sei” ~ 🎀 Io credo che la valenza dello sguardo si realizzi nell’atto, nelle parole, nel gesto, di chi guarda ~ 🎀 In sostanza vorrei precisare che lo sguardo e’ importante quando e’ riconducibile a concretezze, ed ancor piu’ quando e’ riconducibile a persona per noi importante.

    1. Che bellissimo contributo. Mi piace molto il richiamo a Recalcati e, ancora di più, quel proverbio orientale, racchiude una profondità straordinaria. Condivido anche la tua riflessione finale. Lo sguardo, da solo, non è mai soltanto un fatto di occhi… prende significato attraverso la presenza, i gesti, le parole, la cura. È il luogo in cui ciò che siamo diventa visibile. Grazie di cuore per aver arricchito questo spazio con un pensiero così denso e stimolante.

  4. “Perché ogni essere umano, almeno una volta nella vita, è diventato se stesso nello sguardo di qualcuno.”
    … mi manca essere me stessa nello sguardo della mia mamma…

    1. Ti capisco perfettamente, vivo questa triste emozione spesso. Ma..qui entra in ballo la mia positività…ma abbiamo avuto l’onore di essere chi siamo nello sguardo che ricordiamo e ciò che siamo ogni giorno attraverso l’insegnamento che abbiamo ricevuto. Sò che non basta ricordare…ma non ci resta altro che alimentarlo e renderlo eterno dentro di noi

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