2 agosto
Questa notte la Luna sta custodendo il freddo.
Non quello dell’inverno.
Quello dell’universo.
Quando il Sole abbandona il suo orizzonte, la superficie lunare precipita fino a quasi centottanta gradi sotto lo zero. Non c’è un’atmosfera capace di trattenere il calore, né una brezza che addolcisca il passaggio tra la luce e l’ombra. Ogni alba e ogni notte lunare sono assolute, come se il cosmo avesse deciso di mostrarsi senza alcun velo.
La Luna conosce gli estremi.
Eppure continua a percorrere la sua orbita con la stessa composta eleganza.
Non si ribella.
Non si spezza.
Accoglie ogni mutamento come parte della propria natura.
E’ proprio questo che rende il cielo così autorevole.
Gli astri non cercano condizioni migliori per continuare il loro cammino. Attraversano ciò che li raggiunge, rimanendo fedeli alla loro traiettoria.
Mentre la notte si distende sulla Terra e il tepore delle case accompagna il sonno di chi vi abita, lassù esiste un luogo dove il caldo e il gelo si alternano con una severità che sfugge alla nostra immaginazione.
Eppure, osservandola da qui, la Luna appare sempre delicata.
Forse la distanza possiede anche questo dono.
Sa trasformare l’immensità in quiete.
Ora il cielo ha raccolto l’ultimo riflesso del giorno.
Le costellazioni hanno ripreso il loro antico posto.
E la Luna continua il suo viaggio, attraversando il gelo del cosmo con la serenità di chi conosce da sempre la propria strada.
Lascia che il sonno ti conduca lentamente oltre il rumore del giorno. La Luna continuerà a vegliare dall’altra parte del cielo, dove persino il freddo più profondo diventa parte della bellezza dell’universo.

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