Quando ti rivedrò

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È triste separarmi da te.

Non importa se sia per un minuto o per molti giorni. Il tempo, quando viene attraversato da una mancanza, smette di misurarsi con l’orologio e comincia a misurarsi con il cuore.

Siamo nati singoli, ma è nel plurale che ci riconosciamo e acquistiamo senso.

Noi.

È una parola piccola, ma contiene il coraggio di due vite che decidono di non camminare più soltanto accanto.

Mi sento completo soltanto quando, anche nella più piccola distanza, ci sei.

Quando non ci sei, o quando sono io a non esserci perché la vita pretende anche questo, tutto cambia. Quello che fino a un istante prima sembrava un giardino fiorito si trasforma in una terra arida, quasi futuristica, dove tutto è perfettamente in piedi eppure manca qualcosa di essenziale.

Ho capito che il mondo è un immenso teatro.

Ogni giorno si alza il sipario. Le città respirano, le persone si rincorrono, le stagioni cambiano scena senza chiedere il permesso.

Eppure esiste sempre una presenza capace di rubare lo sguardo a tutto il resto.

L’unica scena che non riesci a ignorare.

L’unica che desideri ritrovare.

Esistono persone davanti alle quali le parole dimenticano il loro mestiere.

Per questo scrivo.

Perché la scrittura possiede un tempo diverso. Non pretende risposte immediate. Ti lascia inciampare, tornare indietro, respirare. Le parole si aprono come una vallata dopo essersi perdute tra montagne troppo ripide da attraversare.

E, senza accorgertene, qualcuno completa le frasi che non sei riuscito a finire.

Mi domando spesso che cosa sia davvero l’amore.

La risposta arriva quasi sempre quando manca.

L’amore è un vuoto che riconosce il proprio nome.

Un’assenza che si unisce a un’altra assenza e dilata le distanze, restringe lo sguardo, spegne la vitalità e rallenta ogni gesto.

Allora rimane un solo desiderio.

Ridurre quella distanza.

Percorrerla nel minor tempo possibile.

Perdersi di nuovo dentro ciò che, ogni volta, riesce ancora a sembrare infinito.

Quando ci ritroviamo non siamo mai gli stessi.

Ogni distanza ci modifica.

Ogni attesa aggiunge profondità all’incontro successivo.

Per questo i sogni più belli non sono quelli che si realizzano.

Sono quelli che continuano a crescere mentre li vivi.

Le persone che contano davvero non finiscono mai di rivelarsi. Ogni giorno mostrano una sfumatura nuova, una piega invisibile, una luce che ieri non c’era.

Ed è allora che comprendi una cosa.

Non desideri raggiungere quel sogno.

Desideri continuare ad attraversarlo.

Perché alcune presenze non riempiono semplicemente il tempo.

Gli danno una direzione.

E ci sono giorni in cui tutto ciò che desideri non è che il mondo smetta di correre per il tempo necessario a ritrovare quella presenza.

Perché certe distanze non si misurano in chilometri.

Si misurano nella nostalgia che riescono a lasciare.

Il mio Blog

Una parte fondamentale della mia vita? Nascondermi tra le mie emozioni e ricercare dentro me le parole, ogni parola.

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