The Center Within

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The Center Within è una rubrica concepita come un diario manoscritto. Ogni pagina nasce con un’impaginazione e una veste grafica che fanno parte dell’opera stessa.

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Per attraversare queste pagine così come sono state immaginate, puoi leggerle sul mio sito:

🌿 www.cacciolafrancesco.com

Buona lettura.

The Center Within
Tutti cercano un posto nel mondo. Pochi cercano il mondo dentro un posto.
4 agosto, quando il tempo esitò sulla soglia

Vi sono giorni che non chiedono nulla.

Si limitano a passare accanto a noi con la discrezione dei vecchi pellegrini. Non reclamano memoria, non pretendono d’essere ricordati. Sembrano identici agli altri, e proprio per questo finiscono col custodire le verità più grandi.

Oggi è stato uno di quei giorni.

Ho camminato senza una meta precisa. Le vie erano le medesime di sempre, eppure qualcosa le rendeva diverse. Non erano cambiate le pietre. Ero cambiato io nel modo di posarvi lo sguardo.

Mi accadde allora una cosa curiosa.

Una foglia, ormai secca, attraversò lentamente il marciapiede. Nessuno vi prestò attenzione. Alcuni la evitarono. Altri la calpestarono senza avvedersene.

Io rimasi a guardarla.

Non perché fosse bella.

Ma perché, mentre il vento la conduceva dove essa non aveva deciso d’andare, ebbi l’impressione che non opponesse alcuna resistenza.

Da quanto tempo avevo dimenticato quell’abbandono?

Trascorriamo gli anni tentando di governare ogni cosa. Difendiamo programmi, convinzioni, progetti, relazioni. Stringiamo la vita fra le mani con tale forza da impedirle perfino di respirare.

Eppure ciò che più ci ha trasformati non è mai stato scelto.

È giunto.

Una nascita. Una perdita. Un incontro. Una telefonata. Uno sguardo durato meno d’un battito.

Le svolte più profonde non bussano. Entrano.

Il destino non alza mai la voce. Preferisce sedersi accanto a noi, finché siamo pronti ad accorgerci della sua presenza.

Proseguii il cammino con una strana quiete.

Mi resi conto che trascorriamo l’esistenza cercando il momento eccezionale, mentre la vita lavora in silenzio dentro quelli apparentemente insignificanti.

Forse non sono i grandi avvenimenti a cambiarci.

Sono le piccole fedeltà.

Il modo in cui ogni mattina apriamo la finestra. La pazienza con cui ascoltiamo qualcuno. L’abitudine di attendere chi cammina più piano. Il coraggio di restare anche quando nessuno se ne accorge.

È lì che il cuore decide chi stiamo diventando.

Tornando verso casa vidi la mia ombra allungarsi sull’asfalto. Mi precedeva di qualche passo, come se conoscesse già la strada.

Ebbi il desiderio, per un solo istante, di raggiungerla.

Poi sorrisi.

Compresi che vi sono cose che non siamo chiamati a rincorrere. Dobbiamo soltanto continuare a camminare. Saranno loro, prima o poi, a rallentare il passo fino ad coincidere con il nostro.

Quando rientrai, la casa aveva il medesimo odore del mattino. Ma io non ero più l’uomo che l’aveva lasciata poche ore prima.

Nessuno avrebbe potuto accorgersene.

Eppure, da qualche parte, nel luogo invisibile in cui l’anima custodisce le proprie stagioni, una foglia aveva appena cambiato direzione al vento.

Ora chiudo queste pagine. Esistono trasformazioni tanto silenziose da non lasciare alcun rumore dietro di sé. Soltanto molti anni dopo, voltandoci, comprendiamo che quel giorno qualunque aveva già iniziato a scrivere la persona che saremmo diventati.

F.
“`

2 risposte a “The Center Within”

  1. 🎀 Bellissimo ~ Ecco, questo forse significa vivere: essere presenti, osservare, ricordare e comparare, misurare, sentire, e dare un “nome”~ Il nostro pensiero elabora granelli di realta’ e ne fa semi su un terreno piu’ o meno fertile, elabora scintille sinaptiche e ne fa fuochi e luce ~ Siamo sempre in cammino, senza spingere, in armonia con dettami lontani ~ E intanto accade qualcosa che ha un suo valore inestimabile: produce un tipo di risveglio …

    1. Grazie di cuore. Mi ha colpito molto quell’immagine dei granelli di realtà che diventano semi… credo sia proprio lì che la vita compia il suo lavoro più silenzioso. Non sono i grandi eventi a trasformarci, ma ciò che scegliamo di custodire mentre attraversiamo i giorni.

      Quel risveglio di cui parli, per me, nasce quando smettiamo di limitarci a guardare il mondo e iniziamo a lasciarci guardare da ciò che viviamo. È in quell’istante che ogni esperienza trova finalmente il suo nome e diventa parte di noi.

      Ti ringrazio di cuore…

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