8 agosto
Questa notte, da qualche parte nell’oceano, la Luna sta dando un appuntamento.
Nessuno ha scritto l’ora.
Eppure arriveranno insieme.
In alcune regioni del pianeta, numerose specie di coralli sincronizzano la propria riproduzione anche seguendo il ciclo lunare. Per molte notti apparentemente non accade nulla.
Poi arriva quella giusta.
E il mare fiorisce.
Milioni di minuscole cellule vengono liberate nell’acqua quasi contemporaneamente e risalgono verso la superficie, trasformando per poche ore l’oceano in una costellazione capovolta.
È uno degli spettacoli più straordinari della natura.
E avviene soprattutto di notte.
La Luna non ordina.
Non chiama.
Non decide.
Eppure il suo ciclo appartiene al delicato intreccio di segnali che permette alla vita di riconoscere il momento.
Questo forse è uno dei suoi legami più belli con la Terra.
Non limitarsi a muovere le grandi masse degli oceani.
Entrare nei ritmi delle creature che li abitano.
Così, mentre noi solleviamo gli occhi per cercarla, sotto la superficie dell’acqua esistono organismi antichissimi che, in qualche modo, stanno facendo altrettanto.
Noi la chiamiamo Luna.
Per loro non possiede un nome.
È un ritmo.
Una misura celeste impressa nella vita.
Tra poco questo giorno finirà davvero.
Rimarranno una data, qualche parola pronunciata, forse qualcosa che avremmo voluto dire e abbiamo rimandato.
Poi arriverà quella breve terra di nessuno che esiste tra un giorno consumato e uno che ancora non ci appartiene.
Ed è lì che stanotte vorrei lasciarti.
Quando l’ultimo minuto di oggi scivolerà nel primo di domani, non avere fretta di seguirlo.
Rimani per un istante in mezzo.
Da qualche parte il mare starà preparando una nuova vita.
E sopra di lui la Luna continuerà a passare, senza sapere che sulla Terra qualcuno ha imparato a nascere contando i suoi ritorni.
Buonanotte, a ciò che finisce.
Buongiorno, a ciò che non è ancora cominciato.

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