La forma inevitabile di te

·

Che strano, l’amore.

Gli uomini gli cercano sempre una primavera,
come se il fiore fosse la prova del suo respiro.

Eppure esistono amori simili al bambù sotto la neve:
si inchinano fino a baciare la terra,
e nessuno, osservandoli,
saprebbe distinguere la resa
dalla pazienza.

Tu sei stata così.

Non una stagione,
ma la linfa che rimane nel ramo
quando l’ultimo petalo ha dimenticato il proprio nome.

Sei stata l’acqua prima del fiume,
la radice prima dell’albero,
quella luce diafana che precede l’alba
e non appartiene ancora né alla notte né al giorno.

Per questo non ho mai imparato a perderti.

Si smarriscono soltanto le cose che abitano un luogo:
ciò che può essere deposto su una soglia,
dimenticato in una stanza,
riconsegnato a una strada.

Tu non abitavi alcun luogo.

Eri già entrata nella trama delle cose.

Come i sentieri di montagna,
che non vengono tracciati da una mano,
ma dalla fedeltà dei passi.

Nel modo in cui la pioggia risveglia la terra.
Nel silenzio che continua a vibrare dopo una campana.
Nel cerchio che l’acqua custodisce
quando la pietra è già diventata profondità.

Fu allora che compresi l’amore.

Anche la luna scompare,
e nessuno le celebra un addio.

È soltanto nascosta
nel versante del cielo
che gli occhi non sanno abitare.

Così sei rimasta tu.

Lontana, irragiunbile.

Eppure diffusa in ogni cosa che mi attraversa.

È il mare che non conduce la marea:
ne ascolta il richiamo.

È l’albero che non trattiene la primavera:
ne riconosce il ritorno.

Io ti riconosco così.

Senza pronunciare il tuo nome.

Senza inseguire la tua ombra.

Perfino quando scelgo la direzione opposta,
qualcosa di te
arriva sempre un passo prima del mio cuore.

Forse l’amore è soltanto questo:

due esistenze che si sfiorano una sola volta,
e da quell’istante
l’asse invisibile del mondo
si inclina.

L’acqua continuerà a cercare il basso.
Le rondini conosceranno la via del ritorno.
La luna solleverà il mare
senza sfiorarne la pelle.

Anch’io continuerò a custodire,
nel punto più quieto di me,
quella forma inevitabile di te.

Non un ricordo.

I ricordi possiedono un principio e una fine.

Tu sei più vicina all’orizzonte:

non importa quanto lontano io cammini,
quanta terra riesca a distendere fra noi.

Ogni volta che alzo gli occhi,

sei ancora il punto in cui la mia terra
non riesce a smettere di incontrare il cielo.

Il mio Blog

Una parte fondamentale della mia vita? Nascondermi tra le mie emozioni e ricercare dentro me le parole, ogni parola.

Iscriviti

Scopri di più da Silenzio Letteraio - Nel Silenzio del Tempo

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere