22 agosto
Dalla Luna, la Terra quasi non tramonta.
È difficile immaginarlo.
Siamo abituati a un cielo che porta via ogni cosa.
Il Sole sorge e scompare.
La Luna attraversa la notte.
Le costellazioni avanzano lentamente sopra i tetti e, quando arriva il mattino, si ritirano.
Ma se potessimo sederci sulla faccia della Luna rivolta verso di noi e alzare gli occhi, troveremmo qualcosa di diverso.
La Terra rimarrebbe quasi nello stesso punto del cielo.
La Luna ci mostra sempre approssimativamente la stessa faccia perché il tempo della sua rotazione coincide con quello impiegato per orbitare attorno alla Terra.
Per questo, da gran parte dell’emisfero lunare rivolto verso di noi, il nostro pianeta non compirebbe ogni giorno il viaggio da un orizzonte all’altro.
Resterebbe lassù.
Oscillerebbe leggermente.
Cambierebbe fase.
Ma non avrebbe la nostra abitudine di andarsene.
Immaginala.
Un globo azzurro e bianco sospeso sopra una distesa senza alberi.
Le nuvole cambierebbero continuamente disegno.
Gli oceani restituirebbero il Sole.
Le masse continentali ruoterebbero lentamente davanti agli occhi.
Tempeste immense nascerebbero e si dissolverebbero.
E tutto questo dentro una sfera che, dalla superficie lunare, potresti quasi indicare sempre nello stesso punto.
Sarebbe il nostro mondo a fare spettacolo.
La Terra avrebbe fasi complementari a quelle della Luna che vediamo da qui: quando noi contempliamo una sottile falce lunare, da lassù la Terra apparirebbe quasi piena.
Come se i due mondi si alternassero nel custodire il chiarore.
C’è qualcosa di meraviglioso in questa reciprocità.
Per tutta la vita pensiamo di essere noi quelli che alzano gli occhi verso la Luna.
Basterebbe cambiare riva del cielo per scoprire che anche casa nostra merita di essere guardata.
Non perché sia perfetta.
Ma perché è rarissima.
Acqua liquida.
Nuvole.
Continenti.
Atmosfera.
Colori.
Vita.
Vista da quasi quattrocentomila chilometri, persino la parola casa assumerebbe un significato diverso.
Questa sera il 22 agosto finirà come finiscono tutti i giorni.
Senza fermare nulla.
Le lancette oltrepasseranno la mezzanotte e il mondo continuerà a girare.
Ma prima di lasciare che oggi diventi ieri, prova a rovesciare per un istante lo sguardo.
Non cercare la Luna.
Immagina di essere lassù.
Davanti a te non ci sono strade.
Non ci sono finestre.
Non arriva il profumo di nulla.
Alzi gli occhi.
E trovi la Terra.
Quasi ferma.
Azzurra.
Viva.
Con tutte le persone che hai conosciuto raccolte dentro quel piccolo cerchio.
Poi arriva il 23.
E tu sei ancora qui.
Forse, qualche volta, prima di desiderare un altro luogo, dovremmo vedere il nostro da abbastanza lontano da riconoscerne la meraviglia.

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