For the Moon

27 agosto

Esistono albe sulla Luna che dalla Terra non vedremo mai.

Accadono dall’altra parte.

Sul volto che il nostro satellite non ci mostra.

Lo chiamiamo spesso lato oscuro della Luna, ma è un nome ingannevole.

Oscuro per noi.

Non per il Sole.

Anche laggiù arriva il giorno.

La luce avanza lentamente sopra crateri che nessun essere umano può osservare direttamente dalla Terra, raggiunge montagne, attraversa pianure antichissime e, dopo circa due settimane terrestri, cede nuovamente il territorio alla notte.

Poi ricomincia.

Da miliardi di anni.

Prima ancora che sulla Terra esistessero occhi capaci di cercarla nel firmamento, su quel versante remoto il Sole sorgeva già.

Nessuno assisteva.

Nessuno fotografava.

Nessuno sapeva.

E l’alba arrivava ugualmente.

C’è qualcosa di magnifico nella naturale indifferenza dell’universo allo spettatore.

Un fiore non deve essere osservato per aprirsi.

Un’onda non necessita di una riva affollata per rompersi.

Una stella non domanda un nome prima di accendersi.

E sulla faccia nascosta della Luna, il mattino non aspetta qualcuno che lo contempli.

Accade perché è la sua ora.

Soltanto nel 1959 l’umanità riuscì a vedere per la prima volta quel volto, grazie alle immagini inviate dalla sonda sovietica Luna 3.

Fu allora che qualcosa rimasto irraggiungibile per tutta la storia umana acquistò finalmente una geografia.

Crateri.

Rilievi.

Distese sconosciute.

Non avevamo scoperto una nuova Luna.

Avevamo semplicemente raggiunto con gli occhi una parte della stessa che era sempre stata lì.

Forse è questa una delle ragioni per cui continuiamo a esplorare.

Non per costringere l’universo a rivelarsi.

Per scoprire quanta realtà continua a esistere senza di noi.

Fra poco anche il 27 agosto avrà il suo tramonto.

Poi verranno le ore più profonde.

Quelle in cui il giorno appena trascorso comincia a perdere il proprio contorno e quello successivo non ci appartiene ancora.

Per qualche istante saremo esattamente lì.

Nel mezzo.

Stanotte non chiedere alla Luna di mostrarti tutto.

Lasciale qualcosa che non puoi vedere.

Dall’altra parte, lontano dai nostri occhi, una pianura potrebbe essere illuminata dal Sole.

Nessuno dalla Terra assisterà a quel chiarore.

Non importa.

L’alba arriverà lo stesso.

E quando domani verrà a cercarti, ricordalo:
le cose più belle non cominciano necessariamente quando qualcuno le guarda.

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