For the Moon

29 agosto

Potrebbe esserci un pezzo di Terra sulla Luna.

Non una bandiera.

Non qualcosa che abbiamo portato noi.

Qualcosa di molto più antico.

Miliardi di anni fa, quando il Sistema Solare era un luogo infinitamente più violento, grandi impatti colpivano la Terra con frequenza maggiore di oggi.

Alcune collisioni furono abbastanza potenti da scagliare frammenti di roccia oltre l’atmosfera.

Una parte di quel materiale potrebbe avere attraversato lo spazio e raggiunto la Luna.

Sembra un viaggio impossibile.

Eppure sappiamo che rocce espulse da un pianeta possono arrivare su un altro: sulla Terra abbiamo trovato meteoriti provenienti da Marte.

Per questo gli scienziati studiano anche i campioni lunari alla ricerca di materiali che potrebbero avere origini differenti.

Nel 2019, alcuni ricercatori hanno proposto che un minuscolo frammento contenuto in una breccia lunare riportata sulla Terra dall’Apollo 14 potesse essersi formato sul nostro pianeta circa quattro miliardi di anni fa.

L’interpretazione è ancora discussa.

Ed è giusto dirlo.

Ma la possibilità rimane straordinaria.

Perché la Terra è bravissima a cancellare se stessa.

La crosta cambia.

Le placche si muovono.

Le montagne vengono consumate.

I fondali oceanici nascono e sprofondano.

Acqua, vento e vulcani continuano a rimaneggiare le pagine più antiche del nostro pianeta.

La Luna, invece, cambia molto più lentamente.

E allora potrebbe essere accaduto qualcosa di meravigliosamente contrario a ciò che immaginiamo.

Per conoscere la Terra più remota, potremmo dover cercare sulla Luna.

Un frammento partito da qui quando il nostro mondo era giovane.

Espulso con una violenza inconcepibile.

Arrivato lassù.

Sepolto.

Conservato.

Poi, miliardi di anni dopo, raccolto da una mano umana e riportato sul pianeta dal quale forse era partito.

Se fosse davvero così, sarebbe uno dei viaggi di ritorno più lunghi mai raccontati.

Non in chilometri.

In tempo.

Quattro miliardi di anni per tornare a casa.

Questa sera il 29 agosto farà qualcosa di infinitamente più semplice.

Finirà.

Tra poche ore verrà riposto nel luogo dove vanno tutti i giorni trascorsi.

Non potremo conservarlo interamente.

Qualcosa verrà cancellato già domani.

Altro perderà lentamente i contorni.

Qualche frammento, invece, troverà un posto imprevedibile nel quale rimanere.

Quando questa notte arriverà al suo punto più profondo, non cercare di salvare tutto.

Nemmeno la Terra ci riesce.

Lascia andare ciò che deve consumarsi.

Poi guarda la Luna.

Forse, dentro una delle sue pietre, esiste ancora un frammento del nostro mondo com’era quando qui non c’erano città, strade, nomi e nemmeno occhi per cercarla nel cielo.

Il 29 diventerà 30.

Il giorno nuovo arriverà senza conoscere quello che abbiamo perduto.

Ma alcune cose trovano luoghi impensabili in cui resistere.

Qualche volta, persino a quattrocentomila chilometri da casa.

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