Mare o montagna?

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Ovvero: come perdere una battaglia geografica per amore

Misano Adriatico, a fine estate, sembra trasformarsi in un sogno, già questo dovrebbe mettervi in allarme.

Succede quando la Riviera comincia lentamente a restituire le persone alle città da cui sono arrivate, le strade tornano ad avere una loro dignità e persino attraversare un incrocio smette di assomigliare a una prova di sopravvivenza.

D’estate qui cambia tutto.

La Riviera Adriatica si riempie all’inverosimile e, detto tra noi, la viabilità riesce a entrare in crisi con una facilità quasi commovente. Automobili, motorini, biciclette, monopattini, autobus, pedoni abbronzati che attraversano seguendo regole conosciute soltanto da loro.

Io, naturalmente, odio l’estate.

Non per principio.

È proprio una questione biologica.

Dalla Sicilia, ma sospetto seriamente che durante la distribuzione genetica qualcuno abbia commesso un errore: il mio corpo è vichingo inside.

Datemi pochi gradi, una felpa, della nebbia, un camino acceso e la possibilità di dire:

— Che bella giornata.

Mettetemi invece a trentacinque gradi con l’umidità della Riviera e comincio a interrogarmi sul senso dell’esistenza.

Da quasi vent’anni, quindi, conduco una battaglia familiare perfettamente inutile.

Cerco di convincere la mia Luana a trasferirci in montagna.

La parte meravigliosa è che abbiamo praticamente tutto.

La casa.

Il paese.

La regione.

Il progetto.

Le condizioni.

Probabilmente manca soltanto una delibera delle Nazioni Unite.

E soprattutto manca una cosa banale:

il suo sì.

Che non arriverà.

Ogni anno dico:

— Adesso cambio vita.

E ogni anno non cambio assolutamente niente.

A questo punto credo sia diventata una tradizione di famiglia.

Mare contro montagna

Proviamo almeno a trattare la questione con serietà.

MARE

Vantaggi

– L’orizzonte. Bisogna riconoscerlo: poche cose restituiscono una sensazione di libertà come guardare qualcosa che sembra non finire.

– Il clima generalmente più mite durante l’inverno.
– Le passeggiate sulla spiaggia quando non c’è nessuno, che sono infinitamente più belle di quelle estive.
– I servizi, normalmente più numerosi e facilmente raggiungibili.
– Una maggiore vita sociale.
– Quella capacità misteriosa dell’acqua di calmare certi pensieri.
– Il rumore delle onde di notte, quando finalmente gli esseri umani smettono di fare concorrenza al mare.

Svantaggi

– L’estate.
– I turisti.
– Il traffico.
– I turisti nel traffico.
– L’umidità che ti abbraccia senza che tu abbia dato alcun consenso.
– Il rumore.
– La trasformazione stagionale di luoghi bellissimi in enormi contenitori di persone.
– Quella sensazione, almeno per me, che nei mesi più affollati tutto debba necessariamente correre.

MONTAGNA

Vantaggi

– Il silenzio, quello vero.
– L’aria che sembra avere ancora qualcosa da raccontare ai polmoni.
– Le stagioni che non sono soltanto date sul calendario.
– I boschi.
– La neve.
– Il freddo.
– Le comunità più piccole, dove prima o poi impari almeno il nome di chi incontri.
– La possibilità di guardare fuori da una finestra e non vedere necessariamente un’altra finestra.
– Una diversa percezione del tempo.
– Il privilegio, sempre più raro, di poter essere soli senza sentirsi isolati.

Svantaggi

– Le distanze.
– I servizi spesso meno accessibili.
– Gli spostamenti complicati in inverno.
– La neve, quando da poesia diventa pala.
– Il rischio concreto di idealizzare una vita che, per chi la vive ogni giorno, è molto meno romantica di quanto sembri a chi arriva il sabato mattina.
– Una natura meravigliosa che però non concede distrazioni: la montagna, esattamente come il mare, sa diventare imprevedibile e pericolosa.

Ecco.

Ho cercato di essere imparziale.

Naturalmente ha vinto la montagna.

Ma questo articolo lo scrivo io e qualche privilegio dovrò pur averlo.

Il problema è che nella mia famiglia la questione è molto più grave.

Io sono montagna. Lei è mare.

Ed entrambi siamo nati sul mare.

Lei a Messina.

Io a Catania.

Quindi, già prima di discutere di altitudine, siamo praticamente un derby.

La cosa ancora più assurda è che non ci siamo incontrati in Sicilia.

Ci siamo incontrati a Riccione.

Capite bene che geograficamente è tutto contro di me.

Non a Madonna di Campiglio.

Non a Courmayeur.

Non durante una nevicata, davanti a un rifugio, con due tazze fumanti tra le mani.

No.

Riccione.

Mare.

Adriatico.

Romagna.

Il destino, evidentemente, aveva già scelto da che parte stare.

Nei miei sogni avrei potuto rapirla e portarla immediatamente sulle montagne.

In realtà l’ho rapita davvero, ma soltanto emotivamente.

E sarebbe corretto dire che lei fece esattamente la stessa cosa con me.

Ricordo ancora la prima volta che la vidi.

Dopo un secondo persi la parola.

Dopo qualche ora ero praticamente uno zombie innamorato che avrebbe seguito qualsiasi indicazione provenisse dalla sua direzione.

Eppure impiegai quasi un anno per stabilire davvero un contatto.

Perché io non amo farmi notare.

Lei nemmeno.

E quando due persone timide, orgogliose e con vite completamente differenti aspettano che sia l’altro a muoversi, può tranquillamente cambiare una stagione geologica.

Poi, in qualche modo, accadde.

E siamo rimasti qui.

Sul mare.

Perché, venendo entrambi da città affacciate sull’acqua, forse ci sembrò naturale costruire la nostra famiglia con il rumore delle onde sullo sfondo.

Ma mi sono sempre chiesto:

è davvero una regola?

Esiste da qualche parte una statistica secondo cui chi nasce vicino al mare prima o poi sente il bisogno di tornarci?

Perché io, sinceramente, no.

Quando arrivai qui ero venuto per lavoro momentaneamente aggregato a un team. Vivevo a Bologna e non avevo la minima intenzione di trasferirmi definitivamente in Romagna.

Eppure sono ancora qui.

Il mare, dunque, ha vinto sulla montagna.

Ma ha barato.

Perché aveva un’arma che la montagna non possedeva.

Lei.

Quindi sì, Luana: è colpa tua se sono ancora qui.

Dove si sta bene, sia chiaro.

Ma dove… concedetemelo… secondo me si potrebbe stare ancora meglio se aprendo la finestra vedessi una vallata invece di controllare quanto manca all’arrivo dei prossimi turisti.

Seguo alcuni autori che vivono in luoghi con una bassissima densità di esseri umani e un’altissima densità di freddo.

Una su tutti perché, ogni tanto, si sveglia guardando il Monte Rosa.

Non farò il nome.

Ma lei sa perfettamente che la invidio e lo dico almeno 100 volte su 101 commenti.

Altri raccontano vallate, rocce, chi Dolomiti, altri Alpi.

Io ormai ho ridimensionato enormemente le mie pretese.

Non chiedo uno chalet a duemila metri con un cervo che viene personalmente a salutarmi la mattina.

Mi accontenterei di un paesino sopra i mille metri.

Uno di quei posti dove entrando al bar qualcuno sa chi sei.

Dove il panettiere non è “il panettiere”, ma ha un nome.

Dove una strada non deve contenere centomila persone per dimostrare di essere viva.

Naturalmente non voglio costruire una cartolina falsa.

La montagna è fatica.

È distanza.

È inverno.

È isolamento quando le condizioni cambiano.

È una natura che non puoi trattare con superficialità.

Ma possiede qualcosa che per me sta diventando sempre più prezioso:

spazio.

Non soltanto quello tra una casa e l’altra.

Spazio dentro.

Viviamo in un tempo in cui sembriamo aver deciso che stare bene significhi avere tutto vicino.

Negozi, locali, servizi, persone, automobili, possibilità.

Forse qualche volta stare bene significa esattamente il contrario.

Avere qualcosa lontano.

Sentire il vento invece del traffico.

Conoscere dieci persone invece di incrociarne diecimila.

Guardare una montagna e sapere che non le importa assolutamente nulla di chi sei, cosa possiedi, quanti impegni hai domani.

E respirare.

Soltanto respirare.

Non credo realizzerò mai questo sogno.

Dopo quasi vent’anni di trattative, posso ragionevolmente dichiarare fallita la diplomazia.

Continuerò probabilmente a dire:

— Un giorno andiamo a vivere in montagna.

Lei continuerà probabilmente a guardarmi con quell’espressione che conosco perfettamente e che significa:

— Certo, amore.

E resteremo qui.

Vicino al mare.

Perché alla fine ho scoperto una cosa che nessun elenco di vantaggi e svantaggi può risolvere.

Io posso preferire il freddo.

Posso desiderare la neve.

Posso sognare una casa sopra i mille metri, il bosco dietro una finestra e una strada sulla quale dopo le nove di sera non passi più nessuno.

Posso perfino continuare, ogni anno, a minacciare un trasferimento che ormai non spaventa più nessuno.

Ma ho commesso un errore fondamentale quasi vent’anni fa.

Mi sono innamorato di una donna che ama il mare.

E quindi il mare ha già vinto.

Non perché sia più bello della montagna.

Non perché abbia più vantaggi.

Nemmeno perché ci siamo incontrati davanti all’Adriatico.

Ha vinto perché ogni volta che penso seriamente al luogo in cui vorrei vivere, prima immagino una montagna.

Poi cerco lei dentro quella casa.

E se lei non c’è, improvvisamente anche la montagna perde quota.

Così continuerò a guardare verso nord con una certa nostalgia, a invidiare chi al mattino apre una finestra e trova il Rosa, le Dolomiti o una valle ancora addormentata.

Poi guarderò Luana.

E cercherò di ricordarmi che, in fondo, non esiste montagna più difficile da conquistare, più imprevedibile da attraversare e più bella da raggiungere della donna che amo.

Forse è per questo che non sono mai riuscito a trasferirmi.

La mia montagna, alla fine, l’avevo già trovata.

Solo che ama terribilmente il mare.

3 risposte a “Mare o montagna?”

  1. Partiamo dal presupposto che non so di quale regione, paese, altitudine parli. I turisti ci sono un po’ dappertutto, basta beccare le zone giuste dove si sta un po’ alla larga da loro.
    Se io, ad esempio, abitassi a Courmayeur, Pila, La Thuile e similari penso che avrei già raso al suolo tutto.
    Invece sono in una piccola frazione che i turisti non si inculano, perché vanno nelle città loro, e quindi mi salvo dal caos.

    MA! Attenzione… io team montagna sono qui per sfatare certi svantaggi. Luana, mi dispiace.

    – Le distanze: siamo solo abituati alla comodità, le distanze alla fine sono un problema inesistente, siamo noi che lo percepiamo tale perché “viziati” e non abituati a un minimo di fatica.
    – I servizi spesso meno accessibili: stereotipo antiquato. Ormai hai tutto in qualsiasi villaggio. Non troverai la GDO, vorrà dire che farai la spesa al negozio del paese…
    – Gli spostamenti complicati in inverno: non così complicati. Ormai gli spazzaneve passano davvero dappertutto e puliscono dappertutto. E’ complicato se la strada che porta a casa tua è privata (io ce l’ho privata e con una grande salita per uscire…), ma basta avere l’accortezza di lasciare l’auto in strada, in un parcheggio o in una piazzola, e fare due passi…
    – La neve, quando da poesia diventa pala: un po’ di sport e movimento fa bene a tutti! Ti tieni in forma!
    – Il rischio concreto di idealizzare una vita che, per chi la vive ogni giorno, è molto meno romantica di quanto sembri a chi arriva il sabato mattina: non è la vita del turista che sta lì una settimana, ma alla fine questo concetto vale anche per il mare. Ogni posto ha dei pro e dei contro, sta a noi vedere il bello nelle cose di tutti i giorni! Io vivo nelle montagne da anni e ci trovo poesia ogni giorno, nonostante le possibili difficoltà.
    – Una natura meravigliosa che però non concede distrazioni: la montagna, esattamente come il mare, sa diventare imprevedibile e pericolosa: questo è vero, ma è anche vero che non è che esci di casa e ti travolge una valanga! 😉

    Ovviamente non so dove sia la casa di cui parli. Se è una baita a 2400 metri di altezza allora rettifico il tutto… 😅

    Team montagna, lasso e chiudo!🤣

    1. Mi hai praticamente demolito, con metodo scientifico e pala da neve alla mano, tutti gli svantaggi che avevo elencato. E io, da membro già tesserato del team montagna, non posso che ringraziarti. Luana, probabilmente, un po’ meno.

      La montagna di cui parlo è Carpegna, nel Montefeltro marchigiano, a un passo dalla Romagna….non una baita( perfetta per me ) irraggiungibile a 2400 metri, dunque, ma il luogo ideale per sentirsi lontani dal mondo senza esserlo davvero. Ci sono i servizi, le strade e persino il pane raggiungibile senza una spedizione alpinistica.

      Sono d’accordo con te… spesso chi vive al mare idealizza la montagna e chi vive tra i monti sogna il mare, perché da lontano ogni luogo sembra possedere soltanto bellezza. Ma alcuni posti, anche conoscendone le difficoltà, continuano a somigliarci più di altri.

      So già che il trasferimento non accadrà mai… il referendum domestico ha un esito piuttosto prevedibile, mi seguirebbe solo il cane . Però mi restano almeno i fine settimana di fuga, quel poco tempo in cui posso allontanarmi dal rumore e illudermi, per qualche ora, di essere finalmente nel posto giusto.

      Team montagna riceve forte e chiaro. Ma non chiude… rilancia.

      1. Ahahah!
        Luana ti prego non odiarmi!!🤣
        Il team montagna deve sempre trovare lati positivi anche nel negativo!!🤣🤣🤣

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