Cronolog IO

·

Cronologia delle cose che cambiano nome

Ho capito che molte cose, nella vita,
non finiscono.

Cambiano nome.

Quello che a vent’anni chiamavo libertà
oggi lo chiamerei fuga.

Quello che chiamavo sicurezza
qualche volta era soltanto paura
vestita bene.

Quello che chiamavo orgoglio
era il terrore di dire
“ho bisogno di te”.

Ho capito che il tempo
non cambia soltanto il nostro volto.

Cambia il vocabolario.

Ci restituisce le stesse esperienze
con parole nuove.

Una sconfitta diventa svolta.

Una rinuncia diventa scelta.

Una solitudine diventa spazio.

Un errore diventa il punto esatto
in cui abbiamo smesso
di essere quelli di prima.

Ho capito che anche la felicità
ha cambiato nome.

Una volta era arrivare.

Riuscire.

Avere.

Essere visto.

Oggi, sempre più spesso,
ha nomi molto più piccoli.

Tornare.

Trovare qualcuno.

Mangiare insieme.

Ricevere un messaggio senza motivo.

Sentire una risata provenire da un’altra stanza
e riconoscere immediatamente
a chi appartiene.

Ho capito che anche la ricchezza
ha subito la stessa sorte.

Non la conto più in ciò che possiedo.

La conto nelle persone
davanti alle quali posso essere stanco.

In quelle a cui non devo spiegare
perché sono rimasto in silenzio.

In chi conosce la parte meno presentabile di me
e non ha cambiato sedia.

Ho capito che crescendo
anche il coraggio cambia nome.

Da giovani è partire.

Poi diventa restare.

È mantenere una promessa
quando nessuno controlla.

È chiedere scusa
senza aggiungere un “ma”.

È ricominciare
senza raccontare a tutti quanto sia stato difficile.

È dire “non lo so”
quando sarebbe molto più comodo
inventarsi una certezza.

Ho capito persino
che certe assenze cambiano nome.

All’inizio sono dolore.

Poi diventano memoria.

Dopo ancora diventano gesti.

Ti sorprendi a dire una frase
come la diceva qualcuno.

A preparare qualcosa nello stesso modo.

A ridere con la stessa inclinazione della bocca.

E comprendi che alcune persone
non sono più accanto a noi,

ma continuano ad avere
un indirizzo dentro di noi.

Ho capito che anche io
ho cambiato nome molte volte.

Sono stato quello che cercava.

Quello che pretendeva.

Quello che cadeva.

Quello che aveva bisogno di dimostrare.

Quello che non sapeva perdere.

Quello che credeva
che diventare forte significasse non tremare.

Oggi so che si può tremare
e andare avanti lo stesso.

E probabilmente è questa
la definizione più onesta di forza
che abbia imparato.

Ho capito, alla fine,
che il tempo non ci porta necessariamente lontano.

A volte compie un viaggio molto più difficile:

ci porta più vicino.

A ciò che conta.

A chi conta.

A quello che siamo
quando smettiamo di raccontarci agli altri
e cominciamo ad ascoltarci.

Ed è curioso.

Passiamo una vita intera
credendo che il tempo cambi ogni cosa.

Poi arriva un giorno
in cui scopriamo la verità:

le cose importanti erano già lì.

Avevamo soltanto bisogno di vivere abbastanza
per imparare
come chiamarle.

Una risposta a “Cronolog IO”

  1. “Ti sorprendi a dire una frase
    come la diceva qualcuno.”
    è vero… mi è capitato diverse volte… che mia sorella… sbuca dal nulla… dopo che abbiamo parlato… e mi dice… “mamma… diceva sempre quella frase”…

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