Cronolog IO

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Cronologia di ciò che non abbiamo ancora vissuto

Ho capito che arriva un momento nella vita in cui smettiamo di contare gli anni trascorsi e cominciamo a domandarci quanti desideri abbiamo lasciato incompiuti.

Non quelli impossibili.

Quelli semplici.

Un viaggio mai organizzato. Una lettera rimasta nella testa. Una promessa fatta a noi stessi quando avevamo ancora l’incoscienza di credere che tutto fosse raggiungibile.

Ho capito che invecchiare non significa necessariamente perdere qualcosa.

Significa anche acquisire una diversa percezione dell’urgenza.

A vent’anni potevo permettermi di rimandare una felicità.

Oggi so che alcune felicità non accettano prenotazioni.

Accadono quando siamo disposti a viverle.

Ho capito che esiste una differenza immensa tra avere ancora dei sogni e concedersi il diritto di inseguirli.

Perché a un certo punto cominciamo a comportarci come se ogni desiderio dovesse giustificare la propria presenza.

Abbiamo responsabilità. Abbiamo persone da proteggere. Abbiamo una quotidianità che reclama la nostra disponibilità.

E lentamente impariamo a considerare superfluo tutto ciò che non è indispensabile.

Ho capito che è proprio lì che rischiamo di smarrirci.

Quando diventiamo talmente necessari agli altri da considerarci facoltativi per noi stessi.

Quando sappiamo rispondere a ogni richiesta che ci viene rivolta ma non ricordiamo più l’ultima volta in cui ci siamo domandati:

«E io, cosa desidero ancora?»

Ho capito che non esiste un’età nella quale dobbiamo smettere di sorprenderci.

Possiamo innamorarci nuovamente della persona che amiamo da una vita.

Possiamo scoprire una passione che non sapevamo di possedere.

Possiamo imparare una lingua, scrivere una storia, partire senza avere una ragione importante.

Possiamo perfino cambiare idea su qualcosa che abbiamo difeso per trent’anni.

Perché la coerenza non consiste nel rimanere identici.

Consiste nel non tradire ciò che diventiamo.

Ho capito che alcune persone si comportano come se la propria storia fosse già stata scritta.

Conoscono il finale. Hanno stabilito i confini. Hanno deciso che cosa sia ancora possibile e che cosa appartenga definitivamente alla stagione delle occasioni perdute.

Ma io non voglio vivere come un libro che conosco già.

Voglio ancora incontrare pagine capaci di disorientarmi.

Voglio cambiare il significato di una parola che credevo di conoscere.

Voglio arrivare a un giorno qualunque e scoprire che qualcosa di straordinario ha appena cominciato a esistere.

Ho capito che non dobbiamo necessariamente rivoluzionare la nostra vita per sentirci nuovamente vivi.

A volte basta sottrarre un’ora a ciò che facciamo per abitudine e restituirla a ciò che amiamo.

Basta una conversazione che non abbia fretta di concludersi.

Una passeggiata senza destinazione.

Un pomeriggio nel quale non abbiamo niente da dimostrare.

Ho capito che il futuro non è soltanto il luogo nel quale dovremo affrontare ciò che ancora non conosciamo.

È anche il luogo nel quale ci aspettano persone che non abbiamo incontrato.

Parole che non abbiamo pronunciato.

Emozioni delle quali ignoriamo perfino l’esistenza.

E una versione di noi che oggi non sapremmo immaginare.

Ho capito, alla fine, che non voglio trascorrere la seconda parte della mia vita limitandomi a custodire la prima.

Voglio avere ancora qualcosa da raccontare che non cominci con «Ti ricordi quando…».

Voglio poter dire:

«Non immagini cosa mi è successo oggi».

E pronunciarlo con la stessa meraviglia di quando ero bambino.

Perché il tempo trascorso mi ha insegnato chi sono stato.

Ma quello che mi rimane ha ancora il diritto di sorprendermi.

Non voglio arrivare alla fine della mia storia con il rimpianto di aver smesso di scriverla mentre avevo ancora pagine bianche.

E soprattutto, non voglio che il ricordo di ciò che sono stato diventi più grande del desiderio di ciò che posso ancora essere.

Perché finché avrò qualcosa da desiderare, il mio domani non sarà soltanto un giorno in più.

Sarà ancora vita.

Una risposta a “Cronolog IO”

  1. Hai ragione Francesco, non bisogna mai smettere

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