Grammatica in disordine

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Ho figli piccoli. Negli anni mi sono ritrovato più volte seduto accanto a un quaderno, davanti a una domanda che sembrava semplice: «Papà, me lo spieghi?»

A volte la risposta la conoscevo. Altre volte ricordavo la regola, ma non trovavo il modo di renderla chiara. Perché sapere che cos’è un complemento e riuscire a spiegarlo a un bambino sono due imprese diverse. La seconda, ve lo assicuro, mette alla prova anche il complemento di pazienza.

Seguendoli nei compiti, ho capito quanto facilmente la lingua possa diventare un elenco di ostacoli. Una parola cambia funzione a seconda della frase. Un verbo chiede di distinguere modo e tempo quando il tempo, nella vita di tutti i giorni, sembra già complicato abbastanza. L’analisi logica arriva con le sue domande, e non sempre la prima risposta è quella giusta.

Le difficoltà sono reali. Ci sono regole da imparare, eccezioni da riconoscere, parole che usiamo con naturalezza ma che fatichiamo a spiegare. E quando non capiamo, può nascere un equivoco ancora più ingombrante: credere di non essere capaci.

Non è così. La grammatica richiede tempo, esercizio e qualcuno disposto a cambiare spiegazione quando la prima non funziona.

Questa rubrica nasce anche per questo. L’ho promessa alle maestre della scuola di mia figlia Aurora – che oggi ha 20 anni – poi è diventata la regola per tutti i miei figli. Dunque è bene dirlo subito: qui si scherzerà parecchio, ma sulle regole saremo seri. Attraverseremo le parti del discorso, i verbi, la costruzione delle frasi, l’analisi logica e quella del periodo. Arriveremo alla scrittura: a quel momento in cui tutte le regole devono smettere di stare in fila sul quaderno e aiutarci a dire qualcosa che abbia senso.

Ogni puntata partirà da un piccolo guaio. Una virgola messa male. Un pronome che non si capisce a chi si riferisca. Un verbo che promette una cosa e ne racconta un’altra. Vedremo che cosa è successo, impareremo la regola e proveremo a usarla.

Non pretendo che un bambino si innamori dell’analisi logica. Sarebbe una promessa avventata, e le maestre avrebbero ragione a guardarmi con sospetto. Mi piacerebbe, però, che davanti a una frase difficile potesse dire: «Aspetta. Vediamo come funziona».

È da lì che cominciamo. Dalle parole che sembrano fare confusione e dalle domande che ci aiutano a capirle.

Domani conosceremo una virgola. Ha preso un giorno di ferie e, al suo ritorno, ha trovato la nonna in una situazione piuttosto preoccupante.

8 risposte a “Grammatica in disordine”

  1. Ho sempre adorato l’analisi logica, perché ha delle regole quasi matematiche, a cui non si scappa. E come la matematica, non è mai un’opinione, ma risponde a una logica ferrea.

    1. Cara Raffaella…questo esercizio fa bene…tante regole con il tempo svaniscono. Per questo ho creato questa rubrica…per i miei figli e per ricordare certe cose…allendandomi

  2. A me sembra una bellissima idea… È utile per i genitori che come te hanno figli piccoli, mentre per noi è un buon ripasso

    1. Sì, hai centrato l’idea! A scuola, nel tempo, hanno utilizzato le fotocopie dei miei testi e non solo: sono anche andato in classe a giocare con i bambini. Devo dire che è stato davvero divertente.

      Avevamo abbozzato un progettino per raccogliere tutto in un libro, ma nessuna casa editrice ha preso in considerazione la proposta. In Italia la cultura si scontra spesso con le autobiografie dei calciatori: quelle vendono, un ripasso di grammatica ha vita più difficile. Così il progetto è sfumato, ma i testi sono rimasti.

      Quanto al ripasso, sì: personalmente non ricordavo tutte le regole studiate da piccino, e rinfrescarle è servito anche a me. Tratterò tutti gli aspetti della grammatica, per cui vedrai che ti torneranno in mente cose che credevi di aver dimenticato!

    2. Dimenticavo…ricordati che da domani non rispondo perché il roaming…non sarebbe proponibile..poi in Corea anche se del Sud…non amano molto connessioni extra territoriali.Uno dei primi viaggi sono stato convocato. Andai per un mese e lavoravo come se fossi a casa…la notte…ma chiaramente non passai inosservato. Da allora…ho detto basta. 10 convocazioni, ambasciate e qualche scambio mail con i legali di google per chiarire che lavoravo, ma tra google italia e Asia sembrava fossi Snowden .Spengo il telefono, non tocco un pc per 30 giorni… se non rispondo, sai perché

      1. Una disintossicazione completa… Tornerai rigenerato

      2. Sicuramente tornerò triste 💔 la Corea è inspiegabilmente adatta alla mia anima.

  3. mi hai fatto venire in mente… mio nipote… quando era piccolo… tutte le volte che l ho accompagnavo all’asilo… mi chiedeva il perché di tante cose…
    altri tempi… ora solo un ricordo…

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Una parte fondamentale della mia vita? Nascondermi tra le mie emozioni e ricercare dentro me le parole, ogni parola.

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