«Metto in ordine la camera.»
La dichiarazione di mio figlio mi sorprende. Sto già pensando di incorniciarla.
«Quando?»
«Domani.»
Rimetto giù la cornice.
Poi aggiunge: «Ieri ho messo in ordine lo zaino».
Controllo. È vero. Dentro ci sono i quaderni, l’astuccio e una merenda che appartiene a un periodo storico precedente.
Con i verbi possiamo collocare ciò che raccontiamo nel tempo: qualcosa accade adesso, è accaduto prima oppure accadrà dopo. Ma il verbo e il calendario non hanno un rapporto così semplice come sembra.
Mettiamo ordine. Osserviamo tre frasi:
«Oggi leggo.»
«Ieri ho letto.»
«Domani leggerò.»
Leggo è un presente, ho letto un passato prossimo, leggerò un futuro semplice. Sono tutti tempi del modo indicativo.
Il tempo verbale aiuta a collocare un fatto rispetto al momento in cui parliamo. Le parole oggi, ieri e domani aggiungono un’indicazione temporale.
Il presente, però, può avere diversi usi:
«In questo momento leggo.» — Ciò che faccio adesso.
«Ogni sera leggo.» — Un’abitudine.
«Domani parto.» — Un fatto futuro, presentato come programmato.
Dunque «Domani parto» è corretto, anche se parto è un presente. È il contesto, con domani, a chiarire quando avverrà la partenza.
Mio figlio prende nota. Temo che userà questa scoperta per spostare indefinitamente il riordino della camera.
Prima della mail, prova a riconoscere il tempo:
«Ogni sabato preparo la colazione.»
Preparo è un presente indicativo. Qui esprime un’abitudine: non significa che io stia preparando la colazione proprio mentre pronuncio la frase.
Se è mercoledì pomeriggio, potete quindi smettere di aspettare i cornetti.
La mail degli adulti
Immaginiamo questo messaggio:
Le confermo che ieri invierò il documento richiesto.
Nella lettura ordinaria della frase, ieri colloca l’invio nel passato, mentre invierò lo presenta come futuro. Le due indicazioni non concordano.
Prima di correggere, dobbiamo sapere che cosa vogliamo comunicare.
Se il documento è già partito:
Le confermo che ieri ho inviato il documento richiesto.
Se lo spediremo il giorno successivo:
Le confermo che domani invierò il documento richiesto.
Cambiare il tempo del verbo cambia l’informazione. Chi aspetta quel documento ha tutto il diritto di sapere se deve controllare la posta o continuare ad aspettare.
C’è poi una distinzione utile: il tempo grammaticale è la forma del verbo; il tempo del fatto raccontato si ricava dall’intera frase. Per questo «Domani invio il documento» può essere corretto quanto «Domani invierò il documento».
Non basta, quindi, riconoscere una desinenza. Dobbiamo leggere anche le indicazioni temporali e il contesto: sono loro a completare il quadro.
Mio figlio torna alla sua promessa:
«Domani metto in ordine la camera.»
La frase è grammaticalmente corretta. Sul mantenimento dell’impegno, la grammatica declina ogni responsabilità.

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