Grammatica in disordine

·

La forma passiva conosce il colpevole

«Il cane ha rovesciato il vaso.»

Mio figlio indica il pavimento. Il cane osserva un punto lontanissimo, estraneo alle vicende domestiche.

«Il vaso è stato rovesciato dal cane.»

Stesso vaso. Stesso pavimento. Stesso responsabile.

Abbiamo raccontato il fatto partendo prima da chi ha compiuto l’azione, poi da ciò che l’ha subita.

Mio figlio propone una terza versione:

«Il vaso è stato rovesciato.»

Il cane approva questa svolta editoriale.

Mettiamo ordine. Nella forma attiva, il soggetto compie l’azione:

«Il cane rovescia il vaso.»

Nella forma passiva, il soggetto subisce l’azione:

«Il vaso è rovesciato dal cane.»

Il complemento oggetto della frase attiva, il vaso, diventa il soggetto della frase passiva. Chi compie l’azione può essere espresso con da:

«La torta è preparata dalla nonna.»

In analisi logica, dalla nonna è un complemento d’agente. Se a provocare l’azione è una forza o una cosa inanimata, nella classificazione scolastica parliamo di complemento di causa efficiente:

«L’albero è stato abbattuto dal vento.»

La forma passiva si costruisce normalmente con essere + participio passato. Il participio concorda con il soggetto:

«Il documento è firmato.»
«La lettera è firmata.»
«I documenti sono firmati.»
«Le lettere sono firmate.»

Possono essere trasformati al passivo i verbi transitivi usati con un complemento oggetto. Da «Luca legge il libro» otteniamo «Il libro è letto da Luca». Da «Luca dorme» non possiamo ottenere una corrispondente frase passiva: manca un oggetto da trasformare in soggetto. E Luca, comunque, gradirebbe essere lasciato riposare.

Prima della mail, trasforma:

«La maestra corregge i compiti.»

Diventa:

«I compiti sono corretti dalla maestra.»

Il fatto resta lo stesso. Abbiamo cambiato il punto di partenza.

La mail degli adulti

Immaginiamo questo messaggio:

Le confermo che la pratica è stata approvato ieri.

L’errore riguarda l’accordo del participio:

Le confermo che la pratica è stata approvata ieri.

Il soggetto è la pratica, femminile singolare: stata e approvata concordano con esso.

C’è anche una distinzione importante tra queste due frasi:

«Il responsabile ha approvato la pratica.»

«La pratica è stata approvata dal responsabile.»

Ha approvato è un passato prossimo attivo; è stata approvata è il corrispondente passato prossimo passivo. Nella trasformazione conserviamo il tempo: l’approvazione è già avvenuta.

Se scrivessimo «La pratica è approvata», non avremmo mantenuto la stessa forma temporale. Inoltre, secondo il contesto, potremmo descrivere lo stato della pratica anziché raccontare l’evento.

La forma passiva è utile quando vogliamo mettere al centro un documento, un risultato o una persona che ha subito un’azione:

«La richiesta è stata accolta.»

Possiamo omettere chi l’ha accolta, se è già noto o non interessa comunicarlo. In altre situazioni, però, quel dettaglio conta:

«Sono stati commessi degli errori.»

La frase è corretta. Ma chi li ha commessi? La grammatica permette di non dirlo. Chi deve risolverli potrebbe avere qualche domanda.

Torno al vaso.

«Dunque, chi lo ha rovesciato?»

Mio figlio sospira:

«Il cane.»

Il cane si allontana. Evidentemente preferiva quando era soltanto un complemento facoltativo.

Una risposta a “Grammatica in disordine”

  1. Poi non è vero che il linguaggio condiziona il pensiero, eh! 😁

Lascia un commento

Il mio Blog

Una parte fondamentale della mia vita? Nascondermi tra le mie emozioni e ricercare dentro me le parole, ogni parola.

Iscriviti

Scopri di più da Silenzio Letteraio - Nel Silenzio del Tempo

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere