La fedeltà delle cose che non ci appartengono
Ci sono voci che raggiungono l’udito.
E poi esistono voci che sembrano conoscere l’indirizzo esatto delle nostre ferite.
Elaine appartiene a questa seconda, rarissima geografia.
Rain or Shine non è semplicemente una canzone d’amore. È una dichiarazione pronunciata da qualcuno che ha già compreso la possibilità di non essere scelto. Una confessione che rinuncia alla reciprocità senza riuscire a rinunciare al sentimento.
Ed è qui che comincia la sua bellezza più dolorosa.
Il testo si apre con una richiesta di rassicurazione. Non domanda di essere amati, cercati, desiderati. Chiede soltanto che l’altra persona stia bene.
Una premura quasi dimessa, eppure sconfinata.
Come se il benessere dell’altro fosse diventato più urgente della propria felicità.
Mi commuove questa particolare forma di dedizione, perché possiede qualcosa di antichissimo: la capacità di continuare a custodire qualcuno anche quando non sappiamo più quale posto occupiamo nella sua vita.
Poi arriva il desiderio di essere quella persona.
Non una presenza qualsiasi. Non un ricordo tra gli altri. Ma l’essere umano al quale qualcuno possa affidare il proprio ritorno, le giornate malferme, le paure che non riesce a confessare.
Eppure il testo non pretende che questo desiderio venga esaudito.
Lo lascia sospeso.
Come una lettera rimasta aperta sopra un tavolo, mentre fuori cambia la stagione.
È terribile, a volte, la dolcezza di chi continua ad amare senza sapere se verrà mai raggiunto.
Ma ascoltiamo Elaine.
Ascoltiamola davvero.
La sua voce possiede una qualità che trovo quasi disarmante: non sembra voler dimostrare quanto sia capace di cantare. Sembra voler impedire a un sentimento di disperdersi.
C’è una velatura nel timbro, una delicatezza appena incrinata, che rende ogni frase vulnerabile. Le parole si distendono, si assottigliano, sembrano talvolta perdere consistenza prima di ritrovarla nella nota successiva.
E quando la linea melodica si innalza, non avverto l’ostentazione di una conquista vocale.
Avverto un’emozione che non riesce più a restare nella propria misura.
È questa, per me, la grandezza della sua interpretazione.
Elaine non cerca di rendere immenso il dolore. Gli permette di essere umano.
La musica le costruisce intorno uno spazio raccolto. Il pianoforte, la progressione armonica, l’apertura graduale dell’accompagnamento non cercano di sovrastare il racconto. Sembrano accompagnare un pensiero che acquista coraggio soltanto mentre viene pronunciato.
E il ritornello ritorna.
Ancora.
Quella promessa di esserci, ripetuta quasi a volerla rendere indistruttibile.
Ma le ripetizioni, in questo brano, mi suggeriscono qualcosa di diverso dalla certezza.
Mi sembrano il tentativo di persuadere il tempo.
Perché chi è assolutamente certo di rimanere non ha bisogno di prometterlo tante volte.
Chi lo ripete, invece, conosce già la possibilità della lontananza.
Ed è proprio questo contrasto a rendere il brano così struggente: la fermezza della promessa e la fragilità di chi la pronuncia.
Con la pioggia o con il sole.
Due condizioni del cielo che diventano una sola disposizione dell’anima.
Esserci quando tutto fiorisce è semplice. Esserci quando l’altro attraversa una stagione alla quale non possiamo partecipare richiede una forma di amore molto più difficile da raccontare.
Ma c’è una domanda che questo testo mi lascia addosso.
Quanto può durare una promessa che nessuno ha chiesto?
Quanto di noi possiamo continuare a offrire a qualcuno che non riesce nemmeno ad ascoltare ciò che vorremmo dirgli?
Non credo che la canzone voglia insegnarci a sopportare indefinitamente un amore non corrisposto. La sua grandezza consiste proprio nel non risolvere questa contraddizione.
Ci lascia dentro di essa.
E ci permette di riconoscere quella parte di noi che, almeno una volta, ha desiderato essere indispensabile a qualcuno senza trovare il coraggio di domandarglielo.
Poi la voce di Elaine si spegne.
La musica termina.
E accade qualcosa di singolare.
Non mi rimane la sensazione di aver ascoltato una promessa d’eternità.
Mi rimane l’immagine di una persona immobile, davanti a una porta che potrebbe non aprirsi, intenta a desiderare che chi si trova dall’altra parte sia felice.
Una persona che non bussa.
Che non reclama.
Che conosce il proprio desiderio e ne sopporta, in silenzio, l’incompiutezza.
È un’immagine di una tenerezza quasi insostenibile.
Perché esistono sentimenti che non diventano storie, non attraversano anniversari, non conoscono fotografie da conservare.
E tuttavia sono accaduti.
Hanno avuto una voce, un battito, una loro irripetibile dignità.
E se nessuno li ha mai ricambiati, questo non significa che siano stati meno veri.
Credo sia questo il dono più prezioso di Rain or Shine.
Ricordarci che l’amore non coincide sempre con ciò che riusciamo a vivere insieme.
Talvolta è anche ciò che rimane di noi in un luogo dove l’altro non tornerà.
E ascoltando Elaine, mi sorprendo a desiderare una cosa soltanto.
Che qualcuno, un giorno, raggiunga quella voce.
Non per chiederle di cantare ancora.
Ma per dirle che può smettere di aspettare. Che adesso, finalmente, c’è qualcuno disposto a rimanere per lei
Say you’ll be alright
Di’ che andrà tutto bene
When I see you
Quando ti vedo
And I feel you
E ti sento
I feel
Io sento
When I see through your eyes
Quando guardo attraverso i tuoi occhi
I can feel you
Posso sentirti
But don’t know why
Ma non so perché
Maybe I’ll one day
Forse un giorno
Find you home
Ti ritroverò a casa
Go on to your way
Continua pure per la tua strada
I wish I would be the one
Vorrei essere io quella giusta / l’unica
Everywhere I see you now
Ovunque ti vedo adesso
I will always
Sarò sempre
And always be here
E per sempre qui
I wish I would be the one
Vorrei essere io l’unica
Why can’t you hear me out?
Perché non vuoi ascoltarmi?
So I’ll always
Così sarò sempre
And always be here
E per sempre qui
Say that you’ll be alright
Di’ che andrà tutto bene
When I hold you
Quando ti stringo
And I will stay here, mm
E resterò qui, mm
You know
Lo sai
When I wait for your eye
Quando aspetto il tuo sguardo
I can feel you
Posso sentirti
And you know I’ll follow you
E sai che ti seguirò
Daily I worry
Ogni giorno mi preoccupo
That you’ll be fine
Che tu stia bene
Go on to your way
Continua pure per la tua strada
I wish I would be the one
Vorrei essere io l’unica
Everywhere I see you now
Ovunque ti vedo adesso
I will always
Sarò sempre
And always be here
E per sempre qui
I wish I would be the one
Vorrei essere io l’unica
Why can’t you hear me out?
Perché non vuoi ascoltarmi?
So I’ll always
Così sarò sempre
And always be here
E per sempre qui.
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