Perché alcune cose possono essere dette solo piano.
Il desiderio che non devi più esprimere
Questa sera molte persone guarderanno il cielo.
Aspetteranno una scia.
Un piccolo taglio di luce nel buio.
E in quei pochi secondi chiuderanno gli occhi affidando a una stella qualcosa che desiderano.
Lo facciamo da sempre.
Come se l’universo, per un istante, potesse ascoltarci.
Eppure questa notte vorrei chiederti una cosa diversa.
Prima di pensare a ciò che desideri ancora, guarda ciò che hai già.
Non le cose.
Le persone.
Quelle che forse, molti anni fa, avresti chiesto a una stella senza conoscere ancora il loro nome.
Qualcuno con cui ridere.
Qualcuno da chiamare quando il mondo diventa troppo pesante.
Qualcuno che conosce il tuo modo di essere stanco.
Che sa quando parlare e quando lasciarti semplicemente in silenzio.
Qualcuno che ti ha visto cambiare, sbagliare, cadere, ricominciare.
Ed è ancora lì.
È strano come funzionano i desideri.
Quando non li abbiamo, sembrano enormi.
Quando diventano parte della nostra vita, lentamente smettiamo di riconoscerli.
Diventano quotidianità.
Una voce dall’altra stanza.
Un paio di scarpe vicino alle nostre.
Un messaggio che arriva sempre alla stessa ora.
Una mano che sappiamo già dove trovare.
E forse dovremmo avere più cura proprio di questo.
Delle meraviglie diventate abitudine.
Perché alcune delle cose che oggi consideriamo normali sono state, un tempo, tutto ciò che avremmo voluto avere.
La notte di San Lorenzo dovrebbe ricordarci anche questo.
Non soltanto di alzare gli occhi.
Ogni tanto, di abbassarli.
Verso chi ci cammina accanto.
Perché mentre cerchiamo una stella abbastanza veloce da affidarle un desiderio, potremmo non accorgerci che uno dei nostri desideri più grandi ci sta già tenendo la mano.
Una stella
attraversa il cielo.
Tutti alzano gli occhi.
Nessuno vede
due mani
che, proprio sotto di lei,
si cercano
nel buio.
Questa sera esprimi pure il tuo desiderio.
Custodiscilo.
Affidalo a quella piccola ferita luminosa che attraverserà il cielo.
Ma dopo, prima di tornare a casa, guarda bene ciò che hai accanto.
Potresti scoprire che la vita ha già esaudito alcune delle tue preghiere senza avvertirti.
E che, con il tempo, hai cominciato a chiamarle semplicemente normalità.
Allora stringile un po’ più forte.
Dille grazie.
Amala adesso.
Perché non esiste stella abbastanza luminosa da restituirci ciò che abbiamo avuto la fortuna di possedere e non abbiamo saputo riconoscere mentre era ancora con noi.
Sussurro
Stanotte, prima di chiedere qualcosa a una stella, guarda chi hai accanto: potresti scoprire che il desiderio più bello della tua vita si era già avverato e tu avevi semplicemente smesso di chiamarlo miracolo.
Buonanotte. 🌙

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