Te lo scrivo di notte

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Perché alcune cose possono essere dette solo piano.

Dove appoggiamo la stanchezza

Prima di dormire sistemiamo il cuscino.

Quasi sempre senza pensarci.

Lo giriamo.

Lo scuotiamo appena.

Cerchiamo con la mano il lato più fresco.

Poi appoggiamo la testa.

È un gesto semplice.

Eppure questa sera mi è sembrato bellissimo.

Perché durante il giorno appoggiamo tante cose da qualche parte.

Le chiavi.

Il telefono.

Una borsa.

Un libro.

Ma raramente sappiamo dove appoggiare ciò che pesa davvero.

Una preoccupazione.

Una delusione.

La paura di non essere abbastanza.

Quella frase che qualcuno ci ha detto e che abbiamo fatto finta non ci avesse feriti.

Ce le portiamo dietro.

Da una stanza all’altra.

Da un sorriso all’altro.

A volte perfino dentro un abbraccio.

Come se essere forti significasse non avere mai bisogno di posare nulla.

Poi incontriamo certe persone.

E succede una cosa strana.

Non risolvono i nostri problemi.

Non conoscono formule magiche.

Non rimettono ordine nel mondo.

Semplicemente, vicino a loro, qualcosa dentro di noi smette di stare in piedi.

Si lascia andare.

Possiamo raccontare una paura senza renderla più bella.

Possiamo dire sono stanco senza aggiungere subito ma va tutto bene.

Possiamo rimanere in silenzio senza preoccuparci di diventare un peso.

Forse una delle forme più profonde dell’amore è proprio questa.

Diventare un luogo morbido nella vita di qualcuno.

Non quello in cui nascondersi dal mondo.

Quello in cui poter tornare dopo averlo affrontato.

Perché tutti abbiamo bisogno di qualcuno davanti al quale poter deporre, almeno per qualche minuto, l’armatura.

E scoprire che sotto non c’era debolezza.

C’era soltanto un essere umano che aveva camminato molto.


La neve

si posa

sui rami.

Non chiede loro

quanto peso

possano sopportare.

Li copre piano,

finché anche l’inverno

sembra una carezza.

Questa sera, quando appoggerai la testa sul cuscino, prova a lasciare lì anche qualcosa che non hai bisogno di portare fino a domani.

Una colpa.

Una paura.

Una parola che continua a fare male.

Non tutto deve seguirti nel sonno.

E se hai accanto qualcuno con cui puoi essere stanco senza sentirti fragile, non considerarlo una cosa normale.

Custodiscilo.

Perché nella vita incontrerai molte persone disposte a camminare accanto alla tua forza.

Molto più rare saranno quelle capaci di sedersi accanto alla tua stanchezza e trovarla comunque degna d’amore.

Sussurro

Forse amare qualcuno significa soprattutto questo: diventare il posto in cui può finalmente appoggiare ciò che davanti al resto del mondo continua a fingere di riuscire a portare.

Buonanotte. 🌙

Una risposta a “Te lo scrivo di notte”

  1. Una confortevole morbidezza

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