Mantova

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Mantova… tra l’altro proprio nella settimana di Festivaletteratura. Quindi no, non è un caso. E non è niente male. Anche il lavoro da svolgere qui ogni anno coincide con l’evento.

Oltre alla bellezza della città, che ogni volta riesce a lasciarti qualcosa, c’è questa straordinaria espansione di letteratura ovunque: nelle piazze, nelle strade, nei palazzi, tra la gente. E questa, per me, è magia.

Tra l’altro siamo alla trentesima edizione e credo di averne saltate soltanto tre.

Dal 1997, praticamente, sempre presente… quasi .

Una piccola variante ci fu nell’anno di Mantova Capitale Italiana della Cultura. Per celebrare anche il ventesimo anniversario del Festival, l’organizzazione propose alcuni appuntamenti speciali fuori stagione, distribuiti nell’arco di più mesi invece che concentrati nei consueti cinque giorni di settembre. Quelli, purtroppo, non riuscii a viverli.

Domani, quindi, finisce la mia dose di cultura mantovana per questo 2026.

E se posso permettermi un consiglio, è questo: almeno una volta, regalatevi qualche giorno durante Festivaletteratura.

Non soltanto per gli incontri o per gli autori. Venite per l’atmosfera.

Perché Mantova è già bellissima di suo, ma in questi giorni succede qualcosa di particolare: sembra che la letteratura esca dai libri e cominci a passeggiare per la città insieme a voi.

Se avete voglia di tuffarvi in un’atmosfera così, fatelo.

Lo consiglio davvero con tutto il cuore.

Merita.

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